La lista di Schindler – Thomas Keneally #SchindlersList #Frassinelli

La lista di Schindler -Thomas Keneally

Traduttore: M. Castino
Editore: Frassinelli
Collana: NumeriPrimi

Non avevo mai letto il libro dal quale è stato tratto il famosissimo film di Steven Spielberg. Un vero peccato. Non ho nemmeno una parola da aggiungere alla grandezza di questa storia. In questa biografia romanzata la figura di Oskar Schindler è descritta in modo mirabile nelle sue mille sfacettature.

Thomas Keneally, l’autore, racconta di aver incontrato per caso uno degli ebrei di Schindler (loro stessi si definivano in questo modo, Schindlerjuden) entrando in un negozio per comprare una borsa. Chiacchierando, il proprietario del negozio gli accennò una storia… Keneally dice che cominciò tutto da lì. Da quel momento iniziò a fare ricerche, contattò altri ebrei salvati da Schindler (che erano già in contatto tra di loro: la parte finale del libro racconta in maniera molto commovente come gli Schindlerjuden si presero cura del loro salvatore) e in questo modo a Keneally si deve il merito di aver fatto conoscere al grande pubblico una storia stupenda. E nel libro ci sono altre belle figure di Giusti che operarono intorno a Schindler.

Tra le tante cose che mi hanno inevitabilmente colpita durante la lettura, ne sottolineo due.

Il libro mette in risalto il ruolo avuto da Emilie Schindler, la moglie di Oskar, nel salvataggio degli ebrei. Di come si prodigò nelle cure e di come mise in atto sotterfugi per raggirare le guardie del campo. Mi sembra di ricordare che nel film sia poco più della moglie tradita, ma forse è la mia memoria a fare cilecca.

Il secondo episodio riguarda la bimba con il cappotto rosso. Pensavo fosse una storia dentro la storia magnificamente inserita dagli sceneggiatori e invece, stando al libro, si riferisce ad un episodio reale.

Un libro magnifico. Da leggere. E poi, tra qualche tempo, da rileggere.

“Adesso siete al sicuro. Adesso siete con me.” Oskar Schindler

Anna Massimino

Astenersi astemi – Héléna Marienské #Clichy #Marienské #AStenersiAstemi

Astenersi astemi -Héléna Marienské

Traduttore: T. Gurrieri
Collana: Gare du Nord
Clarisse, contrariamente alle sue abitudini, arriva in forte ritardo. Quando entra si accorge che la tensione del lunedì precedente è solo un cattivo ricordo. Tutti parlano, tutti raccontano. Sembra ci sia una specie di competizione. Chi è il più tossico? Chi è caduto più in basso? Chi merita la medaglia di più bel relitto?

Clarisse, psichiatra specializzata in dipendenze, decide di sperimentare una terapia: raccogliere i suoi casi più gravi e porli a confronto tutti insieme, nella speranza che si aiutino l’un con l’altro a uscire dalle proprie dipendenze. Devastati, sull’orlo del baratro, nel confronto reciproco trovano il contrario di ciò che si aspettavano di trovare: la polidipendenza. Anziché liberarsi della propria dipendenza, vi aggiungono anche quella degli altri; ma il neo-nato gruppo d’ascolto, inizialmente scettico nei confronti della nuova terapia, si ritrova gradualmente a sviluppare una forza, data proprio dall’unione del gruppo stesso, che permette a tutti di affrontare in modo nuovo il campo di battaglia quotidiano sul quale, prima, si trovavano a lottare in completa solitudine.
Spassosissimo romanzo una commedia sarcastica scritta senza fronzoli, un romanzo originale e sfacciato. La scrittura è diretta, tagliente, i personaggi estremi e dai tratti grotteschi, le situazioni immorali e debordanti. Consigliatissimo.

«Non sto giocando con nessuno di voi. Lo sapete. Ma avvisarvi vi avrebbe privato di questa esperienza: la ricaduta. Finché non l’avrete dolorosamente sperimentata, e Mariette testimonia perfettamente le difficoltà incontrate, vi mancherà un passo indispensabile nella vostra uscita dalla dipendenza. Sarà solo superando la ricaduta che guarirete… Vi darò una chiave, il periodo delle feste di fine anno è uno dei più pericolosi per le dipendenze, come per tutte le patologie mentali. È un tuffo nella famiglia, nelle nevrosi familiari. Tutti gli affetti dolorosi dell’infanzia vengono risvegliati, perché è il momento in cui si è costretti ad amare.»

«Hai detto che avevi un’idea in testa…».
«Una grande idea».

Barbara Tagliabue

Clarisse, psichiatra specializzata in dipendenze, decide di sperimentare una terapia di gruppo ispirata a princìpi del tutto nuovi. E così riunisce in un inedito «gruppo d’ascolto» un prete cocainomane sosia di Papa Francesco, un’alcolizzata senza rimedio, un coltissimo professore universitario sessuomane, una giovane e devastata consumatrice di qualsiasi tipo di droghe, un giocatore d’azzardo con irrisolte pulsioni omosessuali, una fashion-addict ossessionata dall’acquisto compulsivo di abiti d’alta moda, un bancario con moglie dominante e aggressiva che per la sua dipendenza da qualsiasi tipo di sport si è distrutto irrimediabilmente il fisico. Per tutti questi personaggi il resto del mondo è un campo di battaglia nel quale il potere della famiglia e delle istituzioni annienta volontà e sogni, spingendo verso l’unica via d’uscita possibile, quella della perdizione e del vizio. Devastati, sull’orlo del baratro, nel confronto reciproco trovano il contrario di ciò che si aspettavano di trovare: la polidipendenza. Anziché liberarsi della propria dipendenza, vi aggiungono infatti anche quelle degli altri. E così questi «nemici della vita ordinaria», questi ribelli contro la normalità, sfidano la loro terapeuta e il mondo che li vorrebbe isolati e controllati, e all’interno della «squadra» che decidono di formare tutti insieme, scoprono la solidarietà, la complicità, l’amicizia, perfino l’amore.