Piergiorgio Pulixi, L’appuntamento

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Ho finito ieri notte questo libro, oserei dire un racconto lungo, non un vero e proprio romanzo. Non conoscevo l’autore ma ho letto in rete qualche recensione positiva, egli è stato nel vivaio di Carlotto e quindi sticazzi, ho deciso di che valeva la pena provare. Come genere è un thriller psicologico, noir ma anche pulp, e anche se in alcune recensioni si sono scomodati nomi come Ellroy e Wambaugh (ESTICAZZI DUE), magari io mi fermerei un momento, con l’encomio selvaggio. E’ un buon libro, mi piace come scrive e sa farti vedere i personaggi, sa tirarti dentro nella storia. Ci sono solo due cose che mi hanno ogni tanto ributtato fuori: uno, è che personalmente non sono tanto amante dell’UberCattivo, il personaggio genio del male fine psicologo ricchissimo e putentissimo che sta sempre due passi avanti a te e all’investigatore, il serial killer dentro che si sfoga con piani diabbolici à la Dr. No. Non mi piacciono tanto perchè o sei un quasi genio tu a scriverli e descriverli (i personaggi di Kevin Spacey in Seven ma anche ne I soliti sospetti) (sono film lo so, ma la sceneggiatura è perfetta e senza sbavature), o anche se sei bravo rischi di scadere nella macchietta, o in un qualche momento di ridicolo, e ci sono un paio di situazioni in cui Cattivissimo Lui è troppo cattivo, così troppo che dici abbasta. L’altro aspetto è che come sempre accade al genere del Malvagio Spectre, Cattissimo Lui non resiste al pippone finale in cui la vittima (o Bond) è lì legata e indifesa e lui però deve esplicarti per filo e per segno come ha fatto ad attivare sto suo piano genialoide. Una spiegazione ci sta anche ma se mi vai avanti col pippone per 10 pagine io mi addormento, o skippo. Sì lo so, son cattiva pure io. Ah no, non è vero, è un diritto imprescindibbile mio, in quanto Lettrice. Comunque al di là del pippone non skippate proprio tutto il finale perchè merita.

Detto ciò, bello l’inizio col botto, bello il finale come dicevo, bello quasi tutto. Tre su cinque, gambe lunghe e pedalare, me ne compro un altro sicuramente, del Pulixi.

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James M. Cain, La morte paga doppio

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Si legge d’un fiato questo breve noir di James M. Cain, lo stesso autore de “Il postino suona sempre 2 volte”.
Scrittura tesa, colpi di scena calibrati, profumo di scandalo.
Immagino bella anche la trasposizione cinematografica di Billy Wilder col titolo “La fiamma del peccato” con protagonista femminile quella “donnaccia” di Barbara Stanwyck, visto che tratta di una donna che uccide suo marito per riscuotere l’assicurazione.
Se capita lo guardo con piacere.

Double Indemnity

Real good noir novella from James M. Cain, who wrote masterpieces such as Mildred Pierce and The Postman always rings twice. The writing is tense and the dialogues are hard-boiled style. A dark lady, a weak man, an insurance policy to collect on the murder of an inconvenient husband. The plot unfolds on measured twist plots, developing on the grittiness and the brutal reality of wicked people acting on greed and lust. Short story, recommended, you’ll finish in a few hours.

Billy Wilder made a masterpiece movie on 1944 based on this novel, starring Barbara Stanwyck  as femme fatale, a classic L.A. Noir Hollywood Tale.

Bad things happens when you have evil intentions and ask the goddess of death to be your partner in crime.

“But all of the sudden she looked at me, and I felt a chill creep straight up my back and into the roots of my hair. `Do you handle accident insurance?’- she asked.”

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