Il Giuramento, Jean Christophe Grangè

4992752955 (1)

Letto su vostro suggerimento.
Bello, mi è piaciuto: nonostante sia un mappazzone di quasi 700 pagine si legge velocemente e non ci sono cali di tensione. Diciamo che secondo me si perde un po’ sul finale o meglio, subisce l’effetto Lost: tantissima carne messa al fuoco , cucinata e cotta benissimo ma poi impiattata un po’ alla cazzo.
(non so perchè sto scrivendo come se fossi Bruno Barbieri, perdonatemi)
Ho scoperto solo grazie a questo titolo che Grangè è anche quello dei Fiumi di Porpora (avevo visto solo il film) e allora diciamo che i punti forti e deboli mi sono anche apparsi piu’ chiari, poi per chi l’ha già letto possiamo spoilerare in santa pace nei commenti.

Alessandro Dalla Cort

Lorenza Inquisition: a me sono piaciuti molto La linea nera e L’impero dei lupi, e direi anche I fiumi di porpora, che è abbastanza diverso dal film, molto meno moscio. Comunque lui è così, scrive feuilletton maracabri, a volte esagera, però ti tiene inchiodato. Ammè me piasce.

 

F. Paul Wilson, Repairman Jack Early years trilogy

repairman-jack

Ho finito l’allegro mappazzone in chiave di trilogia che vi dicevo qualche giorno fa, F. Paul Wilson e il suo bravo Repairman Jack nei suoi anni gggiovani alla scoperta di New York e dei suoi poteri (di sè medesimo, non della città).

Sono tre romanzi che mi sono dovuta spupazzare perchè quando mi sono accorta che era una trilogia c’ero già dentro fino al collo, e mi ha pure infinocchiato per bene perchè l’ultimo dei tre costava un terzo del mio pensionometro, in proporzione. Ma qui siamo gente debole e soprattutto consapevole che arrivata quasi alla fine di due libri per un totale di 700 pagine, dopo aver memorizzato personaggi, luoghi, vicende, nomi, cose, fiori, città, verbi e animali, non avrei ricordato niente d’ora che fosse uscito in economica il terzo volume, e quindi ciccia.

Comunque che vi devo dire, un bel mappazzone per un totale globbale di 1.100 pagine, ma non mi sono annoiata: azione, bombe, torture, inseguimenti, sparatorie, cimabelle, un eroe giovane che non disdegna l’illegalitè al punto giusto, personaggi di contorno molto ben fatti, e chi m’ammazza? Poi è ambientato nel 1990, in quel periodo mistico in cui il massimo della tecnologia era un fax e per mandare avanti un’impresa dovevi avere una segreteria telefonica che controllavi più volte al giorno chiamando da un telefono pubblico, fa sempre tenerezza tutto ciò.

Ora però mi leggo un fottìo di Fabio Geda, m’è scoppiata la scimmia.

Inquisition