L’esercito delle cose inutili – Paola Mastrocola #paolamastrocola

Guglielmo, detto Gulli da sua madre e Ulli Gulli dai suoi compagni di scuola, è un ragazzino di undici anni; vive in una famiglia un po’ strana con genitori intellettuali che per Natale fanno regali “simbolici”, decisamente fuori del comune. Per l’ultimo Natale, anziché un cavallo o un cane, gli hanno regalato un asino “a distanza”! Bisogna sapersi accontentare e Guglielmo, timido e senza amici, lo fa alla grande dando inizio ad un intenso rapporto epistolare con l’asino Raimond, che come tutti gli asini non sa leggere.

Libro sconsigliato da tiepide recensioni, che ovviamente non ho preso in considerazione avendo già letto e amato la Mastrocola.

Raimond arriva a Variponti, il Paese delle cose inutili dove vivono Asini e Libri, ma anche occupatori di panchine, trapiantatori di primule, scollatori di francobolli, guardatori della luna, saltatori di staccionate, “Un’accozzaglia di persone e cose che non avete idea.”
E poi c’è il suo ragazzino, Guglielmo, che sorprende Raimond con lettere inaspettate.

È un libro che parla del sentirsi inutili, di improbabili ma autentiche amicizie, di coraggio quando non pensi di averlo, dei libri e di quanto è bello leggerli, di ragazzini timidi e di bulli prepotenti, di genitori intellettuali che non accorgono dei problemi del figlio.
Insomma una favola surreale, un paese immaginario pieno di realtà.
Uno strano, strampalato libro che quando finisce già ti manca e vorresti sapere cosa succede dopo.

“Quindi mi capita questa cosa strana che mi dispiace, mi dispiace di averlo conosciuto, ecco, non so se mi capite. Mi piacerebbe che dovesse ancora succedere, di conoscerlo, e tutto il resto… Dico solo questo, che se un certo giorno ci succede qualcosa di bello, be’, quel giorno dovremmo viverlo tante volte e non una sola. “

Chiara Rabbolini

Paola Mastrocola – La passione ribelle @editorilaterza #PaolaMastrocola

«Chi studia è sempre un ribelle.
Uno che si mette da un’altra parte rispetto al mondo e, a suo modo, ne contrasta la corsa.
Chi studia si ferma e sta: così, si rende eversivo e contrario.
Forse, dietro, c’è sempre una scontentezza: di sé, o del mondo. Ma non è mai una fuga. È solo una ribellione silenziosa e, oggi più che mai, invisibile.
A tutti i ribelli invisibili è dedicato questo libro.»

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Un’analisi perfetta del nostro tempo. Bellissimo, con una chiusura…poetica! Tante idee che sarebbe entusiasmante poter applicare nella scuola di oggi. In ogni parola ritrovo un po’ delle mie idee…di studentessa e di insegnante. Voto: 10.

Elena C.

Oggi non si studia più. È da predestinati alla sconfitta. Lo studio evoca Leopardi che perde la giovinezza, si rovina la salute e rimane solo come un cane. È Pinocchio che vende i libri per andare a vedere le marionette. È la scuola, l’adolescenza coi brufoli, la fatica, la noia, il dovere. È un’ombra che oscura il mondo, è una crepa sul muro: incrina e abbuia la nostra gaudente e affollata voglia di vivere nel presente.
Lo studio è sparito dalle nostre vite. E con lui è sparito il piacere per le cose che si fanno senza pensare a cosa servono.
La cosa più incredibile è che non importa a nessuno.

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