Le cinque vite di Lisetta Carmi – Giovanna Calvenzi #LisettaCarmi #GiovannaCalvenzi

CARMI

Avete presente come funziona il colpo di fulmine, vero? Vedi gli occhi di una persona della quale fino a un secondo prima ignoravi l’esistenza e all’improvviso hai la necessità quasi vitale di sapere ogni cosa di quella persona.
Ecco, a me è successa una cosa del genere un paio di settimane fa. Stavo guardando un documentario e all’improvviso ecco comparire questa anziana e bellissima signora con due occhi così azzurri e talmente pieni di gioia e di pace che mi hanno stregata. Le cose che diceva e soprattutto il modo in cui le diceva mi hanno conquistata a tal punto da farmi precipitare a cercare informazioni e notizie su questa bella signora che ha da poco compiuto 92 anni.
Lisetta Carmi diventò famosa negli anni ’60 per due servizi fotografici importanti: una serie di 20 foto scattate al poeta Ezra Pound poco prima della sua morte e un’altra, molto più ricca, dedicata ai travestiti genovesi. Poetiche e inquietanti le prime, scioccanti (per l’epoca) ma ricche di amore e di rispetto le seconde. Prima di essere una validissima fotografa, Lisetta Carmi fu una pianista. Teneva concerti in giro per il mondo e sembrava avviata ad una promettente carriera fino a che, un giorno, le fu impedito di partecipare ad una manifestazione che a Genova si opponeva al MSI. Le viene detto che le sue mani sono troppo preziose per correre il rischio di incidenti. Lei risponde che le sue mani non possono essere più preziose del resto dell’umanità e da quel momento, semplicemente, smette di suonare. Una volontà di ferro, un temperamento indomito, combattivo e curioso che avrà modo di rivelarsi in momenti diversi della vita.
E’ senz’altro stata una privilegiata, la signora Carmi, nata in una famiglia borghese e vissuta in un ambiente stimolante e creativo. Però ha sempre avuto, di suo, il coraggio di buttarsi e la totale mancanza di rimpianti e la capacità di reinventarsi in tanti modi diversi. Un punto fermo e a capo, si comincia una nuova vita.
Questo libro non è certo un capolavoro di letteratura, anzi propone la scrittura piuttosto ingenua di chi è devoto al personaggio. Però ha avuto il merito, per quello che mi riguarda, di regalarmi un ritratto di un personaggio, anzi no, di una persona che mi piacerebbe infinitamente incontrare.

Anna LittleMax

DESCRIZIONE

per diciannove anni della sua intensa vita, dal 1960 al 1979, Lisetta Carmi è stata una grande fotogiornalista. Prima e dopo altre vite, tra musica e spiritualità. In fotografia è stata autodidatta, curiosa e intraprendente, ha viaggiato in Italia e nel mondo per “dare voce a chi non ne ha”, sempre dalla parte di chi soffre, di chi lotta, di chi si oppone alle ingiustizie. La sua è una fotografia che rifiuta gli esercizi di stile e che cerca sempre il contatto diretto con le persone e con gli avvenimenti.

 

 

Chelsea Hotel Viaggio nel palazzo dei sogni – Sherill Tippins #ChelseaHotel #SherillTippins

“Glorioso, vecchio, splendente, zozzo, fantastico, odioso hotel: è il Chelsea hotel, è la sua storia ed il suo declino. Non scegli di stare al Chelsea per stare comodo, lo scegli per viverlo e diventare come lui: punk, obsoleto, fashion e puzzolente”. (recesnore anonimo su TripAdvisor)

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Il Chelsea hotel è un albergo sulla 23° strada a NYC. Fu costruito verso la fine dell”800 con lo scopo di riunire sotto lo stesso tetto gli ospiti che lo abitavano, di tutte le classi sociali, in un amalgama armonioso e vagamente socialista, dove ciascuno si sarebbe sentito accettato e valorizzato. Anche e soprattutto gli artisti. Per farli vivere come in una comunità quindi, si condivideva la cucina, ci si ritrovava negli spazi comuni, si stava assieme come in una grande famiglia.
Nel tempo, questo spirito è comunque sempre stato mantenuto. Più tardi vennero altre crisi, venne la trasformazione in un vero e proprio hotel (dove però continuarono a risiedere anche ospiti permanenti), vennero le nuove gestioni che mantennero il mix sociale per il quale il luogo era stato originariamente concepito. Vennero anche le droghe, le cineprese underground, il film “Chelsea girl”, i punk direttamente dal Cbgb. Fino all’incerto presente, e alle impalcature.
Moltissimi clienti illustri hanno condiviso questa situazione, creando un ambiente stimolante e creativo. Dapprima gli scrittori, Mark Twain,Dylan Thomas, Clarke (che stese Odissea nello spazio con Kubrick), Burroughs, Corso, Arthur Miller, Tennesee Williams, e via via i musicisti: Leonard Choen, Ginsberg e Bukowsky, Kubrick, Forman, Dennis Hopper, Andy Wharol, Patty Smith/Mappletorpe, Tom Waits, Dee Dee Demone, Bob Dylan e mille altri.
Al Chelsea di viveva in grande libertà, fu per moltissimi anni un crogiolo per menti creative e spesso folli. Nessuno si faceva problemi delle eccentricità altrui o del tipo di sessualità o dell’assunzione di droghe, e il direttore poteva decidere di posticipare il pagamento dell’affitto a oltranza, se pensava che un artista avesse bisogno di concentrarsi sulla propria opera o di investire i suoi pochi soldi in attrezzature.
Gli stessi locali dell’albergo divennero spesso e volentieri opere d’arte o luoghi dove tali opere venivano create e/o esposte.
La giornalista, autrice del libro, ha fatto molte ricerche e ha recuperato una mole di informazioni di prima e seconda mano impressionante, informazioni che non è restia a condividere. Pure troppo, oserei dire.

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Purtroppo, secondo me, ha raccontato tante, troppe vite, percorrendole anche sul pre e post permanenza al Chelsea. Alla fine è andato un po’ perduto il pathos del luogo. Episodi che potevano avere grande fascino si sono smontati tirando in ballo intrecci con altri personaggi meno pertinenti e ripescando fatti lasciandolo poi sospesi per riprenderli quando nemmeno te ne ricordavi più.
Il libro è comunque una miniera di informazioni e curiosità, ti fa entrare in un passato recente che con tutti i personaggi citati ha definito la società contemporanea.

Raffaella Giatti

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