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Redemption song – La ballata di Joe Strummer – Chris Salewicz

Traduttore: S. Murer, G. Carlotti
Editore: ShaKe
Collana: Underground

Tanti finora sono stati i libri usciti sui Clash, sulla loro epopea come “band that only matters”. Ma nessuno, a parte la bella biografia video di Julien Temple (The future is unwritten), ha trattato la materia Joe “lo strimpellatore” Strummer, in quanto si limitano solitamente a raccontare onestamente cose che egli ha fatto, e dove, e quando. Ma nessuno, a parte questo, trovo che sia riuscito a raccontare chi fosse effettivamente la persona Joe Strummer al di là dell’iconografia e dell’esposizione di fatti accaduti.

Chris Salewicz era un amico personale di Strummer, e riesce a raccontarlo al di fuori della biografia e del mito, come una persona reale e presente. E’ una biografia cronologica che a tratti percorre la vita del protagonista su una base addirittura giornaliera, in modo davvero dettagliato, raccontando gli eventi sia dal punto di vista professionale, progetti e lavori, sia delle sue lotte personali. Chris Salewicz ne ripercorre la vita e gli eventi, dagli inizi con i 101’rs, il giovane John Mellor capellone e cantante di R’n’B fino alla folgorazione durante un concerto di Springsteen nel 1975 e il battesimo successivo del punk. Ci sono gli anni più giovanili e selvaggi, le avventure romantiche, la crisi e successiva riconciliazione con Mick Jones, ma soprattutto importanti, per me, le infinite storie e aneddoti riguardanti la sua etica di fratellanza sociale, e di semplice gentilezza di essere umano.

Scoprirete un personaggio controverso ma unico nel suo genere, contraddittorio e ribelle fino all’ultimo ma meravigliosamente umano, sognatore e coerente come pochi. Davvero consigliato.

Beppe Ardito

Non per un Dio ma nemmeno per gioco – Vita di Fabrizio De Andrè di Luigi Viva

Faber è molto di più del mio cantautore preferito.
E’un punto di riferimento, tanto che mi sono tatuata il suo volto sul braccio.
Questo libro ripercorre la vita di Faber e le sue opere, avvalendosi del contributo dello stesso De Andrè e delle persone che gli sono state più vicine: parenti, amici e collaboratori.
Dal punto di vista delle interpretazioni dei testi delle canzoni, ho trovato più completo “Il libro del mondo” di Walter Pistarini.
La biografia dell’artista è trattata a grandi linee ma in modo tutto sommato soddisfacente.
La cosa divertente di questa opera sono soprattutto alcuni aneddoti particolari, esilaranti e stravaganti, che non erano mai emersi altrove, nelle interviste “ufficiali”.
Consigliato sia agli estimatori di Faber sia a chi Faber lo conosce solo per sentito dire:
questa anacronistica biografica può essere il modo giusto per apprendere qualche nozione su di lui, su una grandissima personalità, che contando sulle sue sole forze e capacità,
è riuscito a diventare il più grande Poeta italiano di tutti i tempi.

Cinzia N. Cappelli

La prima biografia autorizzata di De Andrè. L’educazione sentimentale di un “pettirosso da combattimento”, di un poeta sempre pronto a pagare di persona. Una storia commossa e sincera, lontana dall’ufficialità come dall’apologia. Gli anni dell’infanzia, con Fabrizio, “Bicio”, sfollato in una cascina di Revignano d’Asti; lo zio Francesco reduce dal campo di concentramento, prototipo di tante figure dolenti che popoleranno le sue canzoni. L’adolescenza e la giovinezza a Genova, tra i primi tentativi musicali, la ribellione contro la famiglia borghese e la scoperta del sesso – il “peccaminoso” amplesso in una chiesa e lo scandalo messo subito a tacere, l’appassionata relazione con una prostituta di Via del Campo – l’alcol, la bohéme cittadina. E poi l’amicizia con Luigi Tenco, i primi timidi successi, il processo per oscenità a Carlo Martello. Gli anni della maturità e dei trionfi, il figlio Cristiano e la Sardegna, il sequestro, la malattia. Un testo ricchissimo, documentato e avvincente, che dà voce ai racconti di Fabrizio (interviste, colloqui personali, telefonate) e alle testimonianze di prima mano di amici famosi e no, da Paolo Villaggio, complice inseparabile degli anni genovesi, a Ivano Fossati, collaboratore dell’ultimo album, ai genitori di Fabrizio, ai compagni di scuola e di strada.