La storia di Marilù e i 5 sensi – Carlo Scataglini

Products_SOFTWARE_978-88-6137-339-6_Y55_Marilu-e-i-5-sensi-KIT-libro_Immagini_GAL_978-88-6137-339-6_04_Ascolta-e-leggi-la-favola-di-Marilu

Eh, altro che pedagogisti o psicoterapeuti… qui c’è gente che ci sa fare e dedica il suo tempo alla passione per l’insegnamento!
Vi avevo già parlato di Carlo Scataglini in veste di insegnante di sostegno, ma stavolta lo faccio come sublime autore di una deliziosa storia rivolta ai più piccoli: Marilù, la piccola protagonista, è accompagnata alla scoperta dei suoi cinque sensi da un albero saggio e parlante attraverso una passeggiata molto speciale nel bosco. Consigliatissimo a chi ha piccole menti da nutrire, a casa e non.

Owlina

Con l’albero delle filastrocche alla scoperta della percezione. “La storia di Marilù e i 5 sensi” è un libro che non vuole solo raccontare una storia, ma riesce a diventare un supporto educativo in quella delicata fase della vita dei bambini durante la quale tutto diventa una piacevole scoperta e si cercano risposte ad innumerevoli “perchè”. La delicata questione, in questo caso, è capire quali dei 5 sensi sia il più importante.

Marilù è una bambina molto curiosa che si diverte a giocare nel bosco dove vive il suo amico speciale: un albero che parla attraverso le fi lastrocche! È proprio nel bosco che Marilù incontra uno alla volta prima un occhio, poi un orecchio, poi un dito, una bocca e un naso, ciascuno pronto a dichiarare con forza di essere il senso più importante. Ma a chi dare ragione? Per fortuna c’è l’albero delle fi lastrocche, che con un’idea geniale riuscirà a far capire a Marilù come stanno veramente le cose… Una storia che saprà affascinare i bambini e che, anche grazie alle immagini colorate, li farà riflettere sulla percezione e sul proprio modo di percepire gli stimoli.

Al libro è allegato un CD con la lettura della storia.

Lo Scimmiotto – Wu Ch’êng-ên

Traduzione di Adriana Motti
Biblioteca Adelphi

scimmiotto

Con un po’ di lentezza dovuta a crisi varie, ho finito un altro libro, che mi sento di condividere.
Si chiama ‘Scimmiotto’ ed è il testo di una leggenda famosa in tutto l’Oriente.
Racconta le avventure di Scimmiotto, una dio scimmia nato da una pietra con una personalità particolare che si mette in testa di diventare l’Eguale del Cielo dopo aver imparato la dottrina buddista e le arti magiche, causando un sacco di guai alle schiere celesti. Per punizione viene imprigionato in una montagna per volere divino finché un prete scelto dal Cielo per andare in India al cospetto di Buddha e portare in Cina le Sacre Scritture non lo libera, facendolo prete. Con la benedizione del Bodhisattva Kuan Yin (o Kannon) i due iniziano il pellegrinaggio verso l’India, accompagnati da altri due demoni convertiti: Porcellino e Sabbioso.
La storia è una favola, con termini un po’ desueti e manifestazioni di magia potentissima e mirabolanti effetti speciali, fra Draghi, testuggini parlanti, demoni, divinità e lotte sanguinose. Per chi mastica un po’ di Buddhismo è piuttosto interessante perché vi ricorrono temi importanti e si tratta di una leggenda religiosa, come potrebbero essere le ‘parabole’.. E poi, Scimmiotto ha un bastone che si allunga a comando e può viaggiare su una nuvola… Vi dice niente? Il personaggio Son Goku di Dragonball viene da qui, così come il manga Saiyuki, che è direttamente basato su questa leggenda… e chissà quante altre opere.
Mi ha divertito leggerlo. Lo consiglio per una lettura culturale ma ‘diversa’.

selena magni

Risvolto

Uno dei quattro grandi romanzi classici cinesi, Lo Scimmiotto, fu scritto dal letterato Wu Ch’êng-ên nel secolo sedicesimo, ma il materiale della storia è un immenso ciclo di leggende che si era accumulato per centinaia di anni intorno al «viaggio verso l’Occidente» – cioè verso l’India – del monaco Hsüan Tsang, poi detto Tripitaka, per raccogliervi scritture sacre buddiste e introdurle in Cina. La vicenda comincia con la nascita di una scimmia da un uovo di pietra: è lo Scimmiotto, che presto sarà eletto Re delle Scimmie. Essere prodigioso e beffardo, dalla inesauribile vitalità, Scimmiotto adopera astuzie e artifici magici per diventare immortale e, poi, per portare lo scompiglio e la guerra nel cosmo, subissando i celesti con le sue sempre eccessive trovate – ed è una delizia seguire il turbamento provocato nei cieli cinesi, affollatissimi di esseri divini, da questo indiavolato trickster. Infine, nella seconda parte, Scimmiotto, assieme a due altri compagni – Porcellino e Sabbioso, che simboleggiano due potenze dell’essere umano – si riscatterà dalle sue malefatte aiutando Tripitaka nel suo arduo viaggio.
Tutto il libro è un moto inarrestabile di fatti e sorprese, un grande romanzo di avventure che ne contiene in sé tanti altri. Aprendosi la strada nella selva di queste vicende il lettore si renderà conto a poco a poco che Lo Scimmiotto è anche un’allegoria, un viaggio mistico, una satira sociale, e vi scoprirà un immenso repertorio di pratiche e tradizioni religiose. Il cielo e i suoi abitanti sembrano qui essere un travestimento della terra e degli uomini, la terra una continuazione del cielo: sfrontatezza e devozione, familiarità con la natura e i suoi prodigi, sapienza psicologica, diffusa ilarità convivono tranquillamente in questo mondo fondato sulla magia, in queste vicende che sembrano fatte per essere raccontate a dei bambini e insieme sono cariche di sottintesi, sicché giustamente ebbe a dire di questo romanzo il suo congeniale traduttore, il grande sinologo Arthur Waley: «Lo Scimmiotto è unico nel suo complesso di bellezza e assurdità, di profondità e insensatezza».