Pierre Lemaitre – Alex #PierreLemaitre #Alex #Noir

Questo è un noir coi controcazzi, mi è veramente piaciuto uno sbrego, è bastardo e pure pulp il giusto, anche se non è di quelli in cui tutti i protagonisti, investigatori compresi, vivono nell’abisso insieme ai carnefici. C’è un po’ di pietà in questo autore, non solo rabbia, odio, e vendetta.

alex

La caratteristica per cui lo suggerisco agli amanti dei gialli un po’ violenti (alla Grangè come collegamento ideale) è l’imprevedibilità della trama, che ricorda il miglior Deaver dei tempi andati quando non aveva paura degli ammazzamenti e comunque ogni quattro capitoli ti rendevi conto di non aver capito veramente gnente ma gnente. E’ un po’ bastardo come dicevo perchè ci sono giri molto tristi di immedesimazione con le vittime ma anche col carnefice, e l’investigatore è un piccolo capolavoro miniato, i personaggi escono tutti perfettamente vivi e pulsanti. Non posso dire niente perchè farei danni svelando cose della trama che è bello scopriate voi. Posso dire che è il secondo di una trilogia, si può leggere benissimo anche senza aver letto il primo perchè la vicenda là si è conclusa, il pobblema è che spoilera il finale del primo libro, avvisati siete.

A me questo è piaciuto così tanto che mi sono presa la scimmia e leggerò tutto il papabile del Lemaitre. Sìsssìssì.

Inquisition

Mattatoio nr.5 – Kurt Vonnegut

“Mattatoio n. 5 è considerato un’opera-chiave del pacifismo moderno e un racconto sul valore effimero dell’esistenza. Il sottotitolo (La crociata dei bambini) non si riferisce solo alla famosa Crociata dei Bambini del 1212, ma alla guerra stessa, in cui potenti uomini anziani decidono di far la guerra mandando dei “bambini” a morire al posto loro”.

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Nonostante qua dentro sia una verità più o meno universalmente riconosciuta che i classici non si recensiscono, perchè tutto sommato non siamo in grado di farlo e in fondo che potremmo mai noi poveri tapini aggiungere a centinaia di anni di recensioni anche illustrissime, spiezzo la regola per Mattatoio nr.5.

Spesso sento amici di lettura dire – in genere con rammarico – che hanno letto pochi classici, perchè dal di fuori hanno la reputazione di esser libri “pesi”: poi non lo capisco, ci impiego troppo, sono lunghi, la scrittura è impegnativa, c’è troppo da riflettere, alla sera voglio rilassarmi non macinare tre pagine in un’ora perchè non arrivo a comprendere il sottotesto. Questo è spesso vero, non lo nego, ma Mattatoio nr. 5 è un libro che si legge bene, scorre veloce, e non deve spaventare per nessuno dei suddetti motivi.

La scrittura è eccellente, ovvio, e la trama solo apparentemente semplice: tuttavia non si finisce mai impantanati in faticose digressioni, fa riflettere senza caricare sul gobbo quelle paturnie esistenziali che, ammettiamolo, a volte fanno sì che un grande classico non sia un libro propriamente leggero.

Quindi se siete come me e a volte provate un certo timore reverenziale per certi sublimi autori e non avete il coraggio di avvicinarli e da lettori questo in fondo vi spiace, vi assicuro che Vonnegut in questo libro non vi allontanerà da sè: vi affezionerete a Billy Pilgrim, soldato americano disorientato, fatalista, e male addestrato che odia la guerra e si rifiuta di combattere, e alla sua vita strampalata e ai suoi viaggi nel tempo, che veicolano il semplice e potente messaggio che ogni guerra è stupida e ingiusta, e che a farne le spese sono sempre e soprattutto gli innocenti.

Lorenza Inquisition