Palla di sego – Guy de Maupassant #recensione

Nel 1880 Émile Zola propone ai giovani scrittori del suo gruppo di scrivere un racconto sull’invasione prussiana a Parigi. Guy de Maupassant produce un capolavoro, un racconto che è una grande lezione di scrittura e un’attenta riflessione sulla miseria e sulla debolezza umana.

Palla di sego è il soprannome dato a una giovane e grassoccia prostituta che si trova a viaggiare da Rouen, occupata dai tedeschi, verso Le Havre.
Nella carrozza viaggiano con lei ricchi borghesi, aristocratici con mogli snob e due suore. Nonostante la disprezzino, durante il viaggio condividono con lei il ricco paniere di cibo che la ragazza si era portata. Costretti poi a fermarsi per il maltempo, sarà loro concesso di ripartire a condizione che Palla di sego conceda i suoi favori al capo guarnigione prussiano. La ragazza rifiuta sdegnata, animata da un vivo e reale spirito patriottico (l’unica nel gruppo, peraltro). Inizialmente appoggiata dai suoi compagni d’avventura, con il passare dei giorni, di fronte alla prospettiva di veder interrotto il loro tragitto, i viaggiatori rimproverano a Palla di sego di star nuocendo a tutti per un suo capriccio e tra varie insistenze e giocando con ricatti morali, la spingono a cedere.
Il racconto è una piccola perla senza tempo, che mette in risalto l’ipocrisia, il falso perbenismo e la pochezza di certe persone che per il fatto di ricoprire ruoli importanti si credono superiori a tutto e tutti. I confini tra il bene e il male ci vengono mostrati ipocriti e insensati; non è la posizione sociale, non è il privilegio di nascita a fare la persona di onore.

Raffaella Giatti

Guy de Maupassant – Bel Ami

guy

Appena finito, non riesco a capire se mi è piaciuto o no. Cercando di dire due parole senza dire troppo ecco le mie impressioni a caldo: il protagonista è un verme della peggiore specie, un uomo ambizioso e seduttore, che da povero militare in congedo e modesto impiegato nelle Ferrovie diventa uno degli uomini di maggiore successo nella società parigina, grazie al giornalismo e alla sua capacità di manipolare donne potenti e intelligenti. Essendo una penna di mediocre talento si fa avanti a matrimoni con donne sempre più ricche e calpesta tutti quelli che gli si parano davanti come una schiacciasassi. L’equivalente di una moderna soubrette che si sposa con un calciatore e poi fa tv.
Un bicchierino di talento in un mare di ambizione.

Sullo sfondo della scalata sociale del protagonista, Maupassant descrive la società francese negli ultimi decenni del XIX secolo e i rapporti d’interdipendenza tra stampa, politica e affari.

Le vicende hanno modo di mostrare anche l’influenza delle donne, escluse dalla vita politica, ma operanti nell’ombra, come consigliere ed educatrici di uomini potenti.

Non capisco perché sia stato classificato come romanzo d’amore perché d’amore come io lo intendo ne ho letto poco.

maria bonaria dentoni