Maus – Art Spiegelman #Maus #ArtSpiegelman

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Libro n*33 “una graphic novel che non conosci”

Anche se siamo fuori giorno della memoria, me l’avevate consigliato, così ho perseguito questa graphic da settimane e per fortuna l’ho trovato in biblio venezia. Mi sarebbe piaciuto vedere che animale avrebbe scelto l’autore per raffigurare gli italiani. La storia prende così tanto che quasi non si ha tempo per stare dietro ai disegni, la narrazione reale e terribile dei genitori dell’autore (Vladek Spiegelman e  la moglie Anja), sopravvissuti ad Auschwitz. L’autore si mette a nudo, ci svela anche il rapporto difficile, conflittuale, tra padre e figlio nella generazione successiva. Mi ci sono anche ritrovato in quello stesso rapporto con il proprio padre, a volte asfissiante, a volte colpevolizzante.

Consigliato

Stefano L.

DESCRIZIONE

Maus (Maus: A Survivor’s Tale) è una graphic novel (romanzo a fumetti) di Art Spiegelman, ambientato durante la seconda guerra mondiale ed incentrato sulla tragedia dell’Olocausto, sulla base dei racconti del padre dell’autore, un sopravvissuto ad Auschwitz. Un padre, scampato all’Olocausto, una madre che non c’è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento, raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.

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Scott McCloud – Lo Scultore #ScottMcCloud #LoScultore

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Permettetemi questa divagazione nel campo del fumetto. So che la questione è annosa (inserirli o meno?) ma credo che , in casi particolari di conclamato stato di grazia, si possa sconfinare.
Non entro in informazioni troppo tecniche (tipo chi sia McCloud) ma mi fermo alla storia in sè.
Lo Scultore è una graphic novel di quasi 500 pagine che narra la storia di David Smith, artista incompreso e in rovina, che un bel giorno incontra suo zio Harry. Peccato che zio Harry sia morto da un bel po’.Beh, questo zio Harry propone a David un patto: ti darò il talento soprannaturale di poter scolpire ciò che vuoi e su qualunque materiale con le sole mani, in cambio accetterai di vivere per solo 200 giorni ancora. David accetta e da lì parte tutto: Amore, Morte, ARTE, compromessi, parole, insomma, la Vita.
E piano piano, pian pianino, McCloud arriva a spezzarti il cuore.
Una delle poche recensioni negative (è stato accolto in tutto il mondo come un capolavoro) parlava di “banalità del bene” come difetto principale di quest’opera. Beh, forse non c’era definizione migliore: ma per definirne proprio la grandezza.

Alessandro Dalla Cort

DESCRIZIONE

Pubblicato in esclusiva mondiale dalla Bao Publishing, Lo Scultore è il graphic novel di un autore, il grande Scott McCloud, che si avvicina qui per la prima volta alla narrazione “romanzata” di una storia a fumetti con un lavoro che farà parlare molto di sé.

Scott McCloud è famoso in tutto il mondo come critico ed esperto di fumetti. Le sue opere di analisi della nona arte sono pietre miliari imprescindibili per qualunque appassionato; tra queste spicca la trilogia composta da Capire il Fumetto (vincitore di un Eisner Award e del Prix de la critique del Festival di Angoulême), Reinventare il Fumetto e Fare il Fumetto, dove esprime la sua concezione di un’arte chiara, precisa, organizzata, quasi scientifica, eppure anche sospesa tra certezza e visione, tra ispirazione e programma.

La storia di David Smith, dell’artista alla disperata ricerca di un riconoscimento che gli sembra negato da una sorte crudele e ingiusta, affonda infatti le sue radici nella giovinezza dello stesso autore, che ne concepì la trama già venticinque anni fa, per poi riprenderla cinque anni fa e portarla alla luce soltanto ora.

Un lungo e intenso periodo di gestazione per una graphic novel che è dunque cresciuta e maturata assieme al suo autore, raccogliendone le riflessioni ed esperienze, le memorie e le scoperte. Ne Lo Scultore, infatti, forte è l’elemento autobiografico, a partire da un livello “superficiale”, quello dei personaggi, per spingersi poi nell’anima stessa del fumetto e nei significati che esso racchiude.