A misura d’uomo – Roberto Camurri #RobertoCamurri #NNeditore

Titolo: A misura d’uomo
Autore: Roberto Camurri
Pagine: 176
Editore: NN Editore

È in tuta e non vorrebbe esserlo, mentre lo guarda farsi vicino vorrebbe essere pettinata e vestita diversamente, vorrebbe essersi truccata, vorrebbe che lui la vedesse bella, vorrebbe, pensa, che lui la baciasse, vorrebbe che lui trovasse il coraggio di prenderle il viso tra le mani e vorrebbe sentire il calore del suo fiato sulle guance e sulle labbra che adesso sono arrossate mentre Valerio le sta porgendo le margherite e, finalmente, piange.

Ci si può innamorare di una casa editrice? Perché io sono perdutamente innamorata della Ci si può innamorare di una casa editrice? Perché io sono perdutamente innamorata della NN Editore. Da Kent Haruf in poi mi è piaciuto tutto quello che ho letto. Me li immagino di notte, gli editori della NN, che girano con un lanternino in cerca di perle da pubblicare.
Questa è una piccola storia di provincia, la storia di un piccolo paese perso in Emilia: Fabbrico. Un paese così piccolo dal quale si può solo fuggire. O al quale si può scegliere di tornare, chissà, il giorno in cui il tuo migliore amico muore per droga. Tornare e rimanere.
E’ una piccola, enorme storia di amicizia, di perdita, di senso di colpa, di amore. E di molte altre cose.
Camurri scrive con uno stile e un ritmo particolari. Sembra elementare, infantile. Dopo un po’ ti accorgi che è ipnotico, ossessivo. Quanto te ne accorgi è tardi, ti ha già catturato.
Racconti incentrati su personaggi diversi, in momenti diversi. Tutti raccontano la stessa storia, lo stesso quadro. Al centro del quadro ci sono Davide, Valerio e Anela. Intorno molte cose che possono sembrare confusione, ma non lo sono.
E il racconto della neve e del vecchio partigiano Giuseppe…beh, quello mi ha spezzato il cuore.
. Da Kent Haruf in poi mi è piaciuto tutto quello che ho letto. Me li immagino di notte, gli editori della NN, che girano con un lanternino in cerca di perle da pubblicare.
Questa è una piccola storia di provincia, la storia di un piccolo paese perso in Emila: Fabbrico. Un paese così piccolo dal quale si può solo fuggire. O al quale si può scegliere di tornare, chissà, il giorno in cui il tuo migliore amico muore per droga. Tornare e rimanere.
E’ una piccola, enorme storia di amicizia, di perdita, di senso di colpa, di amore. E di molte altre cose.
Camurri scrive con uno stile e un ritmo particolari. Sembra elementare, infantile. Dopo un po’ ti accorgi che è ipnotico, ossessivo. Quanto te ne accorgi è tardi, ti ha già catturato.
Racconti incentrati su personaggi diversi, in momenti diversi. Tutti raccontano la stessa storia, lo stesso quadro. Al centro del quadro ci sono Davide, Valerio e Anela. Intorno molte cose che possono sembrare confusione, ma non lo sono.
E il racconto della neve e del vecchio partigiano Giuseppe…beh, quello mi ha spezzato il cuore.

Anna Massimino

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