M.A.S.H. – Richard Hooker #recensione

 Nei MASH i chirurghi erano esposti a picchi di lavoro duro, fancazzismo, tensione, noia, caldo, freddo, esaltazione e frustrazione che nessuno di loro aveva mai sperimentato prima […] Tutto quello stress, tuttavia, in molti di loro dava luogo a un comportamento che, almeno a uno sguardo superficiale, poteva sembrare in contrasto con gli schemi comportamentali della precedente vita borghese. Qualcuno sbarellò del tutto, ma la maggior parte si limitò a combinare dei gran casini, in ogni modo possibile e immaginabile. Questa è la storia di qualcuno di quei casini. È anche la storia di una parte del loro lavoro.

MASH (titolo originale MASH, A Novel About Three Army Doctors) è un romanzo umoristico scritto nel 1968 da Richard Hooker, pseudonimo di H. Richard Hornberger e Wilfred Charles Heinz[1], ambientato in un ospedale da campo americano durante la guerra di Corea (l’acronimo MASH sta per Mobile Army Surgical Hospital).

Da questo libro sono stati tratti un film con lo stesso titolo diretto da Robert Altman, vincitore dell’Oscar alla migliore sceneggiatura non originale e della Palma d’Oro al 23º Festival di Cannes, ed una omonima serie televisiva americana di grande successo, durata dal 1972 al 1983, e trasmessa anche in Italia.

Trappolone John, Il Duca e Occhio Di Falco: d’ora in poi basteranno questi nomi a farmi schiantare dal ridere. Anche nei capitoli più seri (uno veramente serio, in realtà) si sorride. Per il resto, si ride.
La cosa incredibile però, è che nonostante il tono scherzoso ed irriverente della narrazione, il ritmo serrato e la prosa secca e funzionale, resta visibile sullo sfondo la violenza della guerra, mai sminuita ma neanche sbattuta in faccia con crudezza.
Solo con sarcasmo.
Un romanzo che si regge soprattutto sul carisma dei personaggi e delle loro tendenze “burlesche”.
Si spegne un po’ sul finale, ma non al punto da vedere la fiamma della candela morire.

Alex Grigio

DESCRIZIONE

«Il MASH, il Mobile Army Surgical Hospital, ovvero ospedale chirurgico da campo, era di stanza sul 38° parallelo in Corea. Erano i migliori chirurghi da campo dell’esercito, ma anche i più fuori di testa». Veniva lanciato così, nel 1968, questo romanzo scatenato e irriverente, che racconta le avventure di tre giovani medici militari tanto meticolosi in sala operatoria quanto indisciplinati, burloni e goderecci appena ne escono: sono «Occhio di Falco» Pierce, «il Duca» Forrest e «Trappolone» John, incorreggibili goliardi sempre pronti a lanciarsi in rocambolesche iniziative quando si tratta di sbarazzarsi di un collega cialtrone, umiliare un superiore spocchioso o aiutare un amico. Attorno a loro, una girandola di personaggi altrettanto indimenticabili: il cappellano dalla bevuta facile, il cavadenti pokerista, la capoinfermiera procace e inflessibile, il telegrafista le cui orecchie a sventola funzionano meglio dei radar.

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