Red: La prima luce – Linda Nagata #LindaNagata

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Primo libro della Trilogia Red di questa autrice americana, dapprima pubblicato con un’etichetta indipendente negli Stati Uniti, poi visto il successo e i buoni giudizi ricevuti rieditato e ripubblicato da una major. E’ un buon romanzo di fantascienza militare che si inserisce con qualche felice novità in un genere usurato, con uno stile ottimamente dosato di black humor e cinismo.

Non c’è cyberpunk senza una “rete” (o “nanopunk”, come viene chiamato il suo genere… non ci sto più capendo un ca$$o con questi sotto-sotto-sottogeneri) e questo romanzo non fa eccezione. Interessante il modo in cui l’autrice ha connesso un’anomalia di questa rete (il “Red”, appunto) con la prospettiva religiosa, sempre rivista in chiave futuristica e “distopica”, un termine che qui è da prendere con le pinze. Se c’è un Dio, è un giocatore che fa il cazzo che vuole solo per il suo diletto, creando campi stagni di tribù umane ignare l’una dell’altra, eppure connesse.
Per il resto, è una buona storia di “military sci-fi”, con i colpi di scena piazzati nei punti giusti ed un ritmo piuttosto tirato.
A questo punto, proseguirò col secondo volume (dopo il libro di saggistica). A cui arriverò sicuramente l’anno prossimo.

Alex Grigio

DESCRIZIONE

Il tenente James Shelley è al comando di una squadra militare ad alta tecnologia dislocata in un distretto rurale nel Sahel africano. La missione è una: combattere gli insorti. Tre gli obiettivi: primo, difendere i civili; secondo: uccidere il nemico; terzo, e più importante: rimanere vivi. Perché in una guerra di mercenari, costruita a tavolino dalla lobby delle armi, non esiste una causa per cui valga la pena morire.

Costantemente connessi con la centrale operativa, Shelley e i suoi uomini non sanno di essere anche protagonisti di un reality show televisivo. Quando un improvviso attacco aereo quasi distrugge il loro avamposto, inizia a prendere forma una trama di sporchi traffici tra politici corrotti, terroristi nucleari e uomini d’affari. Per difendere se stesso e la squadra dagli intrighi del potere, Shelley non può fare ricorso solo alla tecnologia. Dovrà fidarsi del suo sesto senso, ovvero la voce che gli sussurra infallibilmente nella testa quando un pericolo si avvicina…

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