La lettrice scomparsa – Fabio Stassi #FabioStassi

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Sono lieto che nessuno abbia ancora segnalato a questo gruppo di lettori forti una chicca, almeno così a me pare, come “La lettrice scomparsa” di Fabio Stassi, per  Sellerio. Quindi ho il piacere di farlo io e mi aspetto la vostra approvazione, se vorrete leggerlo.
Il protagonista si inventa una professione, quella di “counselor” biblioterapeuta: e cioè propone dei libri ai suoi pazienti per guarire da mali, prevalentemente esistenziali.  L’idea è venuta all’autore dal volume, da lui stesso curato per l’edizione italiana, sempre di Sellerio, “Curarsi con i libri” ponderoso manuale di suggerimenti di lettura per ogni tipo di malanno.
Da qui un libro che è insieme una storia a sfondo mistery, inframmezzato di continue citazioni letterarie ( a partire dallo studio abitazione del protagonista in via Merulana a Roma con un commissario che rifà ovviamente quello di Gadda e con divertenti e/o commoventi incontri con i pazienti (tutte donne) che si trasformano in consigli di lettura stimolanti anche per il lettore.
Memorabili alcuni personaggi del libro che non si dimenticano, fra cui il libraio amico Emiliano che ci offre una bellissima sua personale recensione del capolavoro di Hawthorne , il racconto intitolato “Wakefield”.
Insomma si legge d’un fiato con il piacere di ritrovare rimandi a tanti autori e romanzi di culto. Tanto che, vorrei scommetterci, Stassi non si fermerà qui con questa idea e ci ritroveremo con un nuovo originale investigatore seriale di Sellerio.

Renato G.

DESCRIZIONE

Vince Corso è un professore precario, non più giovanissimo. È nato dalla relazione fugace della madre, che lavorava in un hotel a Nizza, con un viaggiatore e, ogni volta che ne sente il bisogno, Vince manda una cartolina al padre sconosciuto all’indirizzo dell’albergo. L’unico ricordo che ha di quell’uomo sono tre libri lasciati nella stanza come un’eredità che gli ha segnato l’esistenza: Vince ora è un’anima di letterato che ha letto forse troppo, convinto che la scrittura sia una strana menzogna capace di manipolare la vita, perché, come dice Céline, «se si immerge un bastone in un lago per vederlo intero bisogna spezzarlo» e per lui i romanzi sono quel lago.
Per sbarcare il lunario, si inventa una professione, la biblioterapia. Qualcuno gli parla del proprio male, nello spirito o nel corpo, drammatico o ridicolo, e Vince gli consiglia un libro come medicina. Da principio lo fa con timidezza ma, poco a poco, si conquista una clientela, fatta di sole donne. E intanto lo prende un’intrigante curiosità per l’enigma del rapporto fatale tra la letteratura e la vita. E quando scopre che la vicina di casa che lo salutava sul pianerottolo è scomparsa, e che il marito è accusato di omicidio, comincia a studiarla attraverso i libri che la donna leggeva e di cui un libraio solitario e saggio aveva conservato traccia nei suoi schedari. Fino a convincersi che quella donna, con la sua scomparsa, sta scrivendo una storia che soltanto lui potrà decifrare. Forse, la verità che emerge da quella lettura-investigazione sarà una mesta vittoria della vita sulla sua adescatrice: la letteratura.
Fabio Stassi è stato ispirato dall’aver curato per questa casa editrice l’edizione italiana di Curarsi con i libri di Berthoud ed Elderkin. Ne è venuto un romanzo avvolto in un’atmosfera di mistero fantastico, pieno di malinconia perché ha a che fare con l’illusorio e l’effimero, carico di intelligenza perché vaga nel labirinto circolare vita-scrittura.

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