Fuorché l’onore – Hans Tuzzi #HansTuzzi

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Non va mai in testa alle classifiche di vendita, il suo personaggio, il commissario Melis, non è certo famoso come Montalbano o i vecchietti del Barlume o l’aostano di Roma Rocco Schiavone, ma Hans Tuzzi (pseudonimo dal Musil de “l’uomo senza qualità” scelto dal professore milanese Adriano Bon) è uno scrittore raffinato e , secondo alcuni, fra cui Corrado Augias, il migliore giallista italiano. La sua scrittura è arricchita da varie citazioni, letterarie, musicali o filosofiche, le ambientazioni suggestive ed evocative di storie e vicende più o meno recenti della nostra storia, come accade in “Fuorché l’onore” , dove l’omicidio di un noto scrittore in un Hotel della Riviera ligure,permette all’autore una saporita e acuta presa per i fondelli dell’ambiente dell’editoria e contemporaneamente di richiamare i tempi cupi del terrorismo italiano.
E poi una curiosità : recentemente Tuzzi ha iniziato una serie parallela a quella di Melis, narrando le avventure gialle in Europa del Nero Wolf giovanile, non ancora trasferitosi nella sua casa serra newyorchese, alle prese, fra un manicaretto e l’altro, con le orchidee e i delitti della sua luminosa carriera di investigatore inventata dal suo vero papà Rex Stou
t.

Renato Graziano

DESCRIZIONE

il contenuto
Estate 1982: lasciati alle spalle i due casi d’inizio estate, il vicequestore Norberto Melis si trova in un pittoresco borgo della Liguria insieme all’agente Lambiase per un congresso organizzato dal ministero degli Interni. Quando tutto finalmente finisce, l’albergo viene invaso da scrittori e funzionari editoriali convenuti per un’importante manifestazione culturale. Che, però, ha inizio con un colpo di pistola. Chi ha ucciso il celebre autore in quella che ha tutta l’aria di una esecuzione? E perché? Coinvolto giocoforza nel caso, Melis, che per poco non è stato testimone oculare del delitto, si trova così alle prese con un mondo fatto anche di piccole invidie, bassezze, viltà. Ma è proprio tra i colleghi del morto – come tutti i letterati, persone più portate alle parole che ai fatti – che va cercato il colpevole? Davvero le ragioni dell’omicidio stanno in quel groviglio di maldicenze, di competizione ambiziosa e di antipatie che, sotto l’apparente stima reciproca, segna quel piccolo universo chiuso su se stesso? Non starà, invece, nell’ombra del passato la spiegazione di quella morte brutale? Fra personaggi delineati ora con sapiente ironia, ora con partecipata pietà, in una Liguria dove le solitudini e i silenzi dell’entroterra contrastano con l’immagine turistica colorata e vivace della costa, l’autore accompagna il protagonista pagina dopo pagina, intuizione dopo intuizione. E Melis, qui coadiuvato da un Lambiase dalla parlata incontenibile e fantasiosa, procede lentamente verso la verità. Che è, come sempre, dolorosa e complessa. Tale da lasciare l’amaro in bocca.
l’autore
Hans Tuzzi è l’apprezzato autore – oltre che di saggi sulla storia del libro e sul suo mercato antiquario e dei romanzi Vanagloria (2012) e Il Trio dell’arciduca (2014) – dei celebri gialli che hanno come protagonista il commissario Melis: Il Maestro della Testa sfondata (2002), Perché Yellow non correrà (2005). Gli ultimi sei, La morte segue i magi (2009), L’ora incerta fra il cane e il lupo (2010), Un posto sbagliato per morire (2011), Il principe dei gigli e Casta Diva (2012 e 2013, entrambi già apparsi in Tre delitti, un’estate, 2005) e Un enigma dal passato (2013) sono tutti pubblicati da Bollati Boringhieri.
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