Stephen King – Stagioni diverse #StephenKing

stagionidiverse

 

Non avevo mai letto niente di Stephen King, avevo fatto qualche pallido tentativo con IT, e poi con l’Acchiappasogni, e poi con L’ombra dello scorpione, ma nada non riuscivo ad andare mai oltre pagina 100, troppo noioso ( Lorenza Inquisizia Maggi non mi uccidere!).
Comunque stavo per cedere e lasciare King come ultimo autore da sforzarmi di leggere per finire la challenge, ma qualcuno ( non faccio nomi) mi ha convinto a provare Stagioni Diverse. E devo dire che se ero pieno di pregiudizio per la Primavera della speranza ( aka Le ali della libertà) e l’autunno dell’innocenza ( aka Stand by me) perché ne avevo già visto la realizzazione cinematografica, mi sono trovato molto sorpreso dall’ Estate della corruzione e da Una storia d’inverno: inaspettate le trame e i personaggi, davvero inaspettati, niente di prevedibile e esiti narrativi agli antipodi degli usuali lieti fine ( è ovvio,
Stiamo parlando di King) o dei kafkiani kitch-end, anche se devo dire che a King sembra piaccia molto Franz Kafka.
Colpi di genio sparsi qua e là per ricordarti chi è il re. Il re è un tipetto paziente che ti fa fare un viaggio coi suoi ritmi, ma che non ti lascia scendere dal suo treno finché non lo dice lui. Ben scritto e ben costruito l’ordine dei racconti, con rimandi qua e là che sembrano fatti apposta per andare alla novella successiva, anche se non sono per niente legate fra loro.
Per chi non le ha mai lette: l’estate della corruzione parla di un ragazzino che scopre di avere come quasi vicino di casa un nazista sotto mentite spoglie, ma invece di denunciarlo comincia una strana relazione sadica, che si nutre di tutte quelle descrizioni e di quegli imperativi che di sicuro ricorderanno a chi si è dovuto leggere tutte le opere del marchese De Sade, lo stesso ritmo narrativo e lo stesso stile more geometrico dimostrato. Davvero un camaleonte King.
E in Una storia d’inverno è Edgar Allan Poe che emerge dai rumori delle stanze del club, dal maggiordomo che dimostra la sua eloquenza tacendo, a forza di sguardi e dalle storie che vengono narrate a turno attorno al fuoco il giovedì prima di Natale.
Il re è un tipetto paziente e non sai mai quale asso nella manica sta per mostrare.

Stefano L.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...