Il tennis come esperienza religiosa – David Foster Wallace #DavidFosterWallace

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Si tratta  di  una coppia di saggi sul tennis edita da Einaudi nel 2012 del già – ai tempi- scomparso D. Foster Wallace, di sole 90 pagine, di cui 20 solo di note, in perfetto stile Wallace.

«Sembra brutale, Philippoussis, spartano, uno grosso e lento che gioca di potenza da fondocampo, con una cattiveria gelida negli occhi, e a paragone Sampras appare quasi fragile, cerebrale, un poeta, saggio e triste allo stesso tempo, stanco come solo le democrazie sanno esserlo».

Il primo: Democrazie e commercio agli US Open, narra le vicende dello stesso Wallace spedito agli Open come corrispondente esterno della rivista Tennis nel settembre del 1995. Wallace passeggia per l’impianto, guarda una parte del match Sampras – Philippousis:
“Sampras colpisce la palla con l’economia disinvolta che caratterizza tutti i veri campioni in fase di riscaldamento, la serena nonchalance di un animale in cima alla catena alimentare”
e analizza tutto con occhio clinico, dal commercio dei gadget e cappellini, all’elevato costo del cibo spazzatura venduto dagli stand interni.
Il secondo: Roger Federer come esperienza religiosa è un tributo a colui che secondo Wallace è il piu grande tennista della storia, Wallace descrive la tecnica di gioco dello svizzero e lo fa da non profano essendo stato in giovinezza un discreto giocatore di tennis, inserendo qua e là momenti di poesia altissima che sono stati per me motivo di ispirazione e l’unico lato veramente positivo di questi mini saggi.
“Roger Dimostra che la velocità e la potenza del gioco professionistico odierno sono semplicemente lo scheletro e non la carne. Ha, in senso figurato e letterale, ridato corpo al tennis maschile.”
“Il genio non è riproducibile. L’ispirazione, però, è contagiosa e multiforme – e anche solo vedere da vicino come la potenza e l’aggressività possano essere rese vulnerabili alla bellezza ci fa sentire ispirati e (in modo fuggevole e mortale) riconciliati”.
Conclude con una breve descrizione di come sia cambiato il tennis e i suoi protagonisti con l’introduzione dei nuovi strumenti.
Insomma leggetelo se siete appassionati di tennis e di Federer, già se tifate Nadal questi saggi non fanno per voi.

Daniele B.

DESCRIZIONE

Negli anni della giovinezza e prima di diventare forse il piú grande innovatore della letteratura americana contemporanea, David Foster Wallace si è a lungo dedicato al tennis, entrando nelle classifiche regionali e sfiorando la fama che ha saputo costruirsi altrove, e con ben altri esiti. E il tennis è rimasto una delle sue grandi passioni, tradotta in pagine memorabili, da Infinite Jest a Tennis, Tv, trigonometria e tornado. Fino a questi due grandi saggi, qui raccolti insieme per la prima volta e dedicati rispettivamente a Roger Federer e a un’epica edizione degli Open, ma anche a mille altre cose: lo scontro omerico tra il talento e la forza bruta, tra la bellezza apollinea di una volée perfetta e gli interessi economici «sporchi» che ruotano intorno a ogni sport; il mistero ineguagliabile di uno sport che sembra basato su una moltiplicazione geometrica delle variabili, ma che, in fondo, si riduce al confronto di un atleta con se stesso e con i propri limiti, tra solipsismo e trascendenza. Il tutto, nella lingua immaginifica e inimitabile che i fan di David Foster Wallace hanno imparato da tempo a conoscere e amare.

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