Maximum City – Suketu Mehta #Pace

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Nel libro che sto leggendo, Maximum City, Bombay lost & found, c’è un capitolo dedicato alla guerra in atto tra musulmani e indù nei quartieri di Bombay.

La parola guerra non è usata a caso, ci sono orrendi crimini in atto da anni dall’una e dall’altra parte: una famiglia indù bruciata viva dopo che gli assassini hanno chiuso a chiave dall’esterno la loro porta, e per rappresaglia musulmani presi per le strade e dati alle fiamme, fatti passare e spogliati uno per uno nel dubbio per vedere se erano o meno circoncisi. Odio che viene alimentato dalla propaganda, dai giornali, dal governo, rabbia, desiderio di vederli fuori dal proprio Paese anche se pure gli altri ci sono nati, ma no, via, a casa, devono andarsene tutti in Pakistan. Ma succede solo a Bombay, non nelle campagne. Perchè? Perchè nei villaggi, la gente è sicura della propria fede, non ha bisogno di convincersi della propria devozione massacrando gli infedeli. Nei villaggi, se ci sono due famiglie musulmane, sarà il capovillaggio a prendersi cura di loro. Nei villaggi si vive a stretto contatto con i vicini, e tutti conoscono tutti. C’è pochissima mobilità, si deve trascorrere insieme tutta la vita, e non ci si possono permettere faide sanguinose. Quindi, se hai un vicino che è in teoria un tuo nemico, ci vivi insieme, punto. Impari ad accettarlo.
Maximum City – Suketu Mehta

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