Furore – John Steinbeck #Furore

“Mamma non hai dei brutti presentimenti? Non ti fa paura, andare in un posto che non conosci?”

Gli occhi della mamma si fecero pensosi ma dolci.
“Paura? Un poco. Ma poco. Non voglio pensare, preferisco aspettare. Quel che ci sarà da fare lo farò”.

Furore-Steinbeck

FURORE è ancora oggi assolutamente da leggere e amare: parla dell’America del 1930 inpost-depressione e dei cambiamenti epocali che la meccanizzazione agricola porta, ma è come se parlasse della storia infinita e ripetitiva del progresso che macina uomini sentimenti vite intere senza pietà e senza riscatto possibile. E’ un libro ancora modernissimo perché purtroppo le storie si ripetono sempre uguali e i poveri e gli oppressi lo sono sempre di più a favore dei ricchi e dei prepotenti. Lo rileggerò anch’io perché oggi è disponibile in una versione emendata dalle censure con le quali il libro usci negli anni ’40. Il contenuto di denuncia sociale del romanzo, che voleva sottolineare il degrado nel quale versavano le campagne colpite dalla crisi, fu tale da attirare immediatamente l’attenzione di critici, giornalisti e politici. Lo spunto e i materiali per il romanzo Steinbeck li trasse da una serie di articoli pubblicati nell’ottobre 1936 nel “San Francisco News”, per documentare le condizioni di vita di una popolazione che, attratta da offerte di lavoro, a centinaia di migliaia, aveva abbandonato il Midwest per raggiungere la California. Si trattava dei nuovi poveri, bianchi e protestanti, espropriati dalle banche delle loro fattorie, non più redditizie dopo che il cataclisma delle tempeste di polvere (Dust Bowl) aveva disperso l’humus coltivabile. Nella composizione del libro entra anche la presenza e l’amicizia di Tom Collins, la persona che rivelò a Steinbeck il mondo del lavoro dei braccianti lavoratori a giornata organizzati dalla Resettlement Administration.

E come consiglio aggiuntivo non perdetevi due altri capolavori che hanno colto in pieno la spirito del libro: Il film omonimo di John Ford con Henry Fonda e il disco del grande Bruce Springsteen “The ghost of Tom Joad” dedicato al protagonista del libro.

“Vi ripeto che la banca è qualcosa di più di un essere umano. È il mostro. L’hanno fatta degli uomini, questo sì, ma gli uomini non la possono tenere sotto controllo”.

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