Uomini senza donne – Murakami Haruki #UominiSenzaDonne #HarukiMurakami

«Murakami Haruki ha la freschezza di chi narra il mondo ricominciando da capo e permettendosi infinite variazioni: non è uno scrittore, ma una serie di scrittori racchiusi in uno».
«la Repubblica»

uomini

Perché ci piace un libro? Spesso non riusciamo a comprenderlo, e così mi capita terminando di leggere “Uomini senza donne” di Murakami Haruki. O forse è proprio il senso di incompiutezza, inafferrabilità dei destini e delle vite dei sette uomini protagonisti dei sette bellissimi racconti e delle sette (e più) donne che li circondano, li accudiscono, li seducono, li lasciano o semplicemente li amano senza che loro ne capiscano fino in fondo le ragioni, la presenza e il mistero che portano nella loro vita. In ogni racconto una colonna sonora delle musiche che l’autore, e noi con lui, ama (rock o jazz preferibilmente), per arrivare alla musica d’ascensore (come viene definito l’easy listening di certe musiche da film) che nel ricordo evocativo di Emu la protagonista- assente dell’ultimo folgorante racconto che dà il titolo alla raccolta diventa nonostante tutto bellissima a sua volta per dare voce all’elegia di tristezza e rimpianto di chi non ha saputo trattenere la donna più importante della sua vita e si ritrova nella triste solitudine degli uomini senza donne.

Notevole. Da leggere per ricordare agli uomini quanto importanti sono le donne nella nostra vita!

Renato G.

DESCRIZIONE

Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e “mostruosa” condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un’enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos’altro di sconosciuto: il desiderio e l’erotismo visto con gli occhi nuovi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di “Shahrazàd”, è un uomo solo, confinato in una casa nella quale gli è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film… e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazàd. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero. Ecco, è proprio questo che vive il lettore di Murakami: la sensazione di inoltrarsi in un altro universo, di essere “come una lavagna pulita con uno straccio umido, libero da preoccupazioni e brutti ricordi”. Almeno fino alla storia successiva.

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