Joe R. Lansdale – Mucho Mojo, seriamente c’è ancora qualcuno al mondo che non ha letto Hap&Leo?

« Arrivammo all’albero bottiglia e restammo a guardare le macerie annerite e fumanti della casa.

Mucho mojo,” disse Florida.
“Cosa?”
“Molta magia cattiva”, tradusse lei. “La casa dei vostri vicini era mucho mojo. Ne parlava sempre mia nonna. Mojo è un termine africano per magia”.
“Credevo significasse sesso”, dissi.
“Perché ascolti la musica blues”, disse lei. “Sì, è il sesso, o gli organi sessuali. Ma in una accezione più larga. Cioè il sesso è una specie di magia. Mojo significa magia. Mia nonna sapeva un po’ di spagnolo, e quando le cose andavano male, diceva mucho mojo. Mucho in spagnolo sta per molto. Mojo in africano per magia. Però lei intendeva dire magia cattiva. Per lei mojo è sempre stato un termine negativo”. »

Lansdale-Mucho-mojo

Secondo episodio della saga di Hap e Leonard e qui si vola su altissimi livelli: questa volta i due, trasferitisi temporaneamente nella parte ‘nera’ della città, dovranno affrontare una storia raccapricciante di sparizione di bambini e intanto troveranno anche il tempo di occuparsi dello spaccio di droga di zona per cui la polizia non può fare nulla e anche di dare una sistematina alla veranda di una simpatica novantacinquenne.
Tutto condito dai alcuni dei dialoghi più irresistibili di sempre. Libro che alterna diversi stili narrativi, destreggiandosi dal classico giallo/thriller al poliziesco, il tutto condito con sprazzi di pura comicità e ironia.
Trama abbastanza lineare, ma a farla da padrone è la straordinaria caratterizzazione dei due protagonisti ossia Hap e Leonard, due amici che scelgono di investigare su una macabra scoperta ossia il ritrovamento, durante la sistemazione della casa avuta in eredità da uno zio, di un piccolo scheletro, verosimilmente di un bambino.
I dialoghi sono al vetriolo e, in diversi punti le battute fra i due e fra gli altri personaggi della storia risultano irresistibili tanto da farci affezionare a loro fino la soluzione del caso per poi farcene sentire la mancanza.

Questo è il Lansdale dei tempi d’oro.

massimo arena

– Francamente, Leonard, penso che qui ci voglia una citazione dalla Bibbia. ‘Non giudicare se non vuoi essere giudicato’. Più o meno.
– Già. Be’, ho una citazione anch’io. ‘Se decidi di prenderlo in culo, lo prenderai in culo’.
– In quale Bibbia si trova?
– La Bibbia di Leonard.

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