Ho ripreso Zola che tanto ho amato agli albori della mia carriera di lettrice.
Madeleine Ferat è un romanzo degli inizi, anzi, nasce come feuilleton di cui sospesero la pubblicazione perché troppo spinto; è la storia cruda e brutale di una incontrollata passione fisica, dell’inevitabile ‘assimilazione di una vergine all’uomo che per capriccio o per libidine la rese donna’ e del sanguinoso dramma che fatalmente ne deriva. Il romanzo risente molto di continuità, è infarcito di colpi di scena, coincidenze rivelazioni e forzature. Non di certo una delle sue opere migliori, ma lo stile comincia a definirsi.
raffaella g.
DESCRIZIONE
Scritto da Zola nel 1868, subito dopo il successo di Thérese Raquin, Madeleine Férat è la storia di una travolgente frenesia carnale.
Attingendo alle teorie di Michelet e di Lucas, Zola propone un triangolo in cui due uomini, Jacques e Guillaume, sono ugualmente invaghiti della stessa donna, fatalmente attratta, però, dal suo primo amante, che ritrova dopo il matrimonio… Il fosco, morboso dramma che ne deriva è destinato a concludersi nel sanguinoso precipizio di un’inevitabile e macabra follia.
Romanzo scandaloso, eccessivo, disturbante (la pubblicazione a puntate sull’“Évenement” venne sospesa per le proteste dei lettori), Madeleine Férat è stato riscoperto di recente anche dalla critica francese, che lo ha giudicato “opera di laboratorio fedele alle teorie positiviste fino a un dogmatismo da neofita”, ma anche “un libro sorprendentemente vitale e vigoroso”, con i suoi personaggi violenti e corruschi e il suo serratissimo ritmo narrativo.
Quasi del tutto ignorato in Italia, questo romanzo di apprenissage rappresenta ancora oggi una vera sorpresa, un tassello fondamentale nell’opera dell’autore di Nanà e di Germinal.
