Crash – J.G.Ballard #crash #JGBallard

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Premessa, dopo 10 minuti di lettura volevo lanciare questo libro dalla finestra.
Poi piano piano sono andata avanti restando affascinata dallo stile della scrittura.
Libro crudissimo, privo di ogni sentimento, una metafora del mondo moderno secondo Ballard, in cui tecnologia è sesso sono le uniche cose che rimarranno.
Autostrade e parcheggi sono gli unici luoghi descritti e percorsi dai personaggi alla ricerca di incidenti stradali, corpi morti o feriti osservati per procurarsi eccitazione per performance sessuali.
Umori di ogni genere, il tutto ambientato in un gelo affettivo totale, solo ossessione per corpi feriti, cicatrici, mutilazioni.
Emotivamente pesantuccio ma molto bello.

raffaella giatti

Crash_Spain_525DESCRIZIONE

Crash (1973) è un romanzo dello scrittore inglese James Graham Ballard, in precedenza conosciuto come autore di fantascienza. Con Crash Ballard inaugura nel 1973 una nuova carriera al di fuori della letteratura di genere, pur continuando a scrivere fantascienza ancora per alcuni anni.

Dal romanzo è stato tratto nel 1996 l’omonimo film diretto da David Cronenberg.

Quello di Ballard è un mondo devastato dalla mancanza di comunicazione e dall’incapacità dei corpi di godere secondo le coordinate naturali richieste dall’energia libidica: quello che emerge da una trama volutamente deviante e sfuggente è un profondo senso di nausea per il presente disumanizzato. La pubblicazione del romanzo si incastona perfettamente tra la fine dell’era industriale che ha creato l’alienazione della catena di montaggio e dei cicli produttivi, e l’inizio dell’era tecnologica, che ha prodotto la spersonalizzazione dell’essere umano. Anticipando tematiche del successivo movimento cyberpunk, Ballard trasforma l’automobile, simbolo dell’industrializzazione dei consumi, in un prolungamento del corpo umano, quasi una sua protesi, elevandola a metafora dell’era tecnologica, per immergerci in una realtà in cui i protagonisti hanno bisogno di uno stimolo esterno per tentare di riappropriarsi delle proprie emozioni. La radicalità di Ballard sta nel fatto di estremizzare la modernità, portando alle più radicali conseguenze situazioni già esistenti nel nostro quotidiano, fino al punto di creare una mitologia propria.

Il romanzo viene tradotto e pubblicato in Italia nel 1990, molti anni dopo l’apparizione originale. Ballard è sempre stato uno scrittore ripetitivo e ossessivo, e in Crash questa scelta estetica è ancora accentuata: le esplicite descrizioni sessuali e le descrizioni cliniche di ferite e mutilazioni, la strana e radicale unione tra carne e macchina si esplicitano in una scrittura che è più medico-scientifica che letteraria, perfetta immagine di rapporti sociali totalmente disgregati e vissuti senza alcun sentimento.

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