Colpa delle stelle – John Green

colpa

Insomma, c’è questa adorabile ragazzina che compie dodici anni e che ho una gran voglia di (imparare ad) amare e parliamo di libri e legge come un’ossessa e mi fa domande che delle volte risponderle è un parto, uno sforzo di ostinato buon senso e fanatica resistenza al vaffanculo. L’altro giorno insiste nel dire che dovrei proprio leggere un libro che lei ha adorato e io insisto nel dirle che prima o dopo lo farò. Le rispondo così perché le sue letture mi somigliano poco e non riesco a starle dietro, inoltre. E ho sul comodino tre, dico tre, libri che alterno (non mi succedeva da tempo) e mi ci manca giusto il quarto. Inoltre sono un po’ confusa (forse arrabbiata) perché a dodici anni non ha mai letto Rodari o Piumini e a me spiace. Mi domando come sia possibile. Poi mi torna alla mente che a dodici anni mi sono letta l’impensabile (l’indicibile spesso) e che avrei tanto voluto avere un adulto cui dire “leggilo! è bellissimo!” per poi magari sentirmi dire che non lo aveva trovato bellissimo, confrontarci, ostinarsi ognuno sulle proprie posizioni senza evitarsi di riflettere su quelle dell’altro. Ho così deciso di assecondare il suo desiderio e mi sono messa a leggere Colpa delle Stelle di John Green. Ora, non posso nemmeno dire che è scritto male. È scritto paraculo, che è diverso. La storia è un cartone sul muso mica da poco e le riflessioni in cui potrei disperdermi sono infinite, alcune di opportunità, altre di (buon) gusto. Ma lo voglio finire per farle un regalo, un regalo inusuale, per il suo compleanno, quindi lo finirò e poi ne parleremo. Io sono quasi in fondo. Scorre, questo è certo. Temo solo che il fantasma di Calvino venga a prendermi a calci nel culo in piena notte quando meno me lo aspetto! Credo che avrò bisogno di aiuto, soprattutto perché, mioddio, dismettere i panni radical chic che indosso con tanto piacere non è affatto semplice (c’ho un’età, accidenti, e sono nata vecchia, ho le prove) e a dodici anni oggi ti danno la palta come niente e non vorrei mai trovarmi a fare l’errore di demolirle il libro amato a suon di Buzzati o cosa mi passerà per la testa in quel momento. Invoco la mia cara professoressa di italiano delle medie, Truffaut e voi amici tutti. Buon sabato, in ogni caso. Baci&abbracci.

rob pulce molteni

sara r.: Ecco io concordo con te: è paraculo, lo dicevo anche stamattina con mio marito.. Ben scritto, non sbaglia un colpo nel toccare le corde sensibili soprattutto dei ragazzi (io sono un po’ più cinica). Sembra un compitino ben fatto, teso a strappare lacrime e consensi… Quanto all’essere bambini mi sa che pure io sono nata vecchia ma a dodici anni le mie letture erano più idealiste.. Però secondo me lei vuole parlarne. Con qualcuno che conosce ciò di cui parla, che non la considera un’aliena perché legge, che non la prenderà in giro perché metterà in gioco sentimenti e idee… È una cosa bellissima che abbia scelto te come depositaria di tutto questo. Io ascolterei e basta tanto sarà un fiume di parole…

claudia v. : E’ una bella storia. E poi è bello condividere le letture. E ti confesso che io avrei desiderato leggerlo ma mi era sembrato ‘tempo perso ‘, però se avessi avuto la scusa della condivisione, mi sarei sentita assolta. Adoro le storie d’amore dei ragazzini, e adoro pure piagnucolare su libri e films.

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