Haruki Murakami – Uomini senza donne

uomini
L’amico giappo stavolta mi ha lasciata poco soddisfatta. Non ho apprezzato molto questi racconti (menzione speciale, però, meritano “Kino” e “Uomini senza donne”. Questi due, o almeno una parte di essi, mi hanno raggiunto una serie di sentimenti ed emozioni particolari).
Il fatto è che mi sono resa conto dell’importanza della ‘storia’ nella mia lettura. Se questa è insignificante, o raccontata in maniera superficiale, allora il libro mi annoia. Questi racconti contengono storie poco interessanti, a mio parere: probabilmente perché cercano di veicolare un qualche tipo di messaggio profondo che non sono riuscita a cogliere bene (me ne sono accorta con quei due che invece ho apprezzato, proprio perché finalmente il messaggio per me era comprensibile e condiviso), e quindi la storia è rimasta in secondo piano per l’autore, ma non per me. Probabilmente, l’avessi letto in adolescenza, quando il tema dell’ammore (perduto, non corrisposto, inaridito……) mi era tanto caro, e ancora riuscivo a sostenere letture filosofiche/sentimentali/romantiche/profonde, me ne sarei innamorata.
Dunque io dico: leggerlo non fa male. Libriccino scorrevole, letto in due pomeriggi pigri, non toglie neanche tanto tempo.

martta loves

DESCRIZIONE

E se un demone dalle fattezze femminili facesse di tutto per venire a letto con noi? E se un marito decidesse di diventare amico dell’amante della moglie? E se Gregor Samsa si svegliasse una mattina trasformato in un essere umano? Sette storie d’amore e di mistero. Perché d’amore e mistero è fatta la vita, e nessuno sa raccontarla come Murakami Haruki.

«Se la letteratura fosse come la boxe, Murakami avrebbe il dono piú prezioso: la capacità di sferrare un colpo da ko quando l’avversario meno se lo aspetta».
«Corriere della Sera»

«Murakami Haruki ha la freschezza di chi narra il mondo ricominciando da capo e permettendosi infinite variazioni: non è uno scrittore, ma una serie di scrittori racchiusi in uno».
«la Repubblica»

***

Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e «mostruosa» condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un’enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos’altro di sconosciuto: il desiderio e l’erotismo visto con gli occhi nuovi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di «Shahrazad», è un uomo solo, confinato in una casa nella quale gli è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film… e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazad. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero. Ecco, è proprio questo che vive il lettore di Murakami: la sensazione di inoltrarsi in un altro universo, di essere «come una lavagna pulita con uno straccio umido, libero da preoccupazioni e brutti ricordi». Almeno fino alla storia successiva. Nove anni dopo I salici ciechi e la donna addormentata, Murakami Haruki regala ai suoi lettori una nuova raccolta di racconti, sette distillati della sua arte e dei suoi temi: il fantastico che irrompe nel quotidiano, la nostalgia per ciò che non è stato, ma soprattutto la ricerca della felicità tra uomini e donne.

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