Il sentiero dei nidi di ragno – Italo Calvino #italocalvino

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Stasera vorrei presentare, a chi ancora non avesse avuto la gioia di conoscerlo, il bambino Pin. Dieci anni che sono come 100 ma tuttavia son sempre 10 piccini picciò. Pin abita durante la seconda guerra, a Genova, nella città vecchia, ha una sorella prostituta che a lui non bada, così costruisce il suo mondo tra i vicoli e l’osteria, sa sfottere e sa cantare, è coraggioso, spavaldo, intraprendente, impunito, indipendente e fragile. Vuole e non vuole crescere, vuole e non vuole diventare uomo, poi una notte ruba una pistola ad un tedesco e fugge verso le montagne. “‘Essere all’aperto gli dà un senso strano di piccolezza che non è paura. Ora Pin è solo, solo su tutto il mondo…”
E’ così che incontra il Cugino, partigiano diretto verso la sua sgangherata brigata, che trova sto bimborillo piangente e sperso nei boschi, gli offre da mangiare e se lo porta con sé. Piccoletto cerca un amico a cui poter mostrare il suo luogo segreto e magico, il posto dove fanno il nido i ragni, lo troverà?
“L’uomo lo ha preso per mano: è una mano grandissima, calda e soffice, sembra fatta di pane.”

Il sentiero dei nidi di ragno – Italo Calvino

p.s. Italo io ti amo, mi pare di avertelo già detto ma repetita semper…

Stefania Lazzìa

(anche questa splendida qui sotto è di Lui medesimo)

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