Marina Moioli – Il giro di Milano in 501 luoghi

Il nome di Enrico Mangili oggi non se lo ricorda più nessuno, eppure fu questo ingegnere milanese nato nel 1852 nel borgo di Crescenzago a inventare i coriandoli da lanciare dai carri di Carnevale sulla folla che assisteva alle sfilate. Era membro del Comitato della Famiglia Artistica, e l’idea gli venne osservando i dischetti che le macchine perforatrici facevano cadere dai fogli bucherellati in uso per l’allevamento dei bachi da seta. Nacquero così i coriandoli multicolori in sostituzione delle palline di gesso che le mascherine usavano lanciarsi addosso. Ai tempi i coriandoli di carta venivano venduti in galleria al prezzo di cinque centesimi al misurino, simile a quello per le caldarroste. Una moda che si diffuse poi in tutta l’Italia e nel mondo. Un’altra invenzione di Mangili furono le stelle filanti, striscioline di carta che scorrevano negli apparecchi telegrafici per ricevere i segnali dell’alfabeto Morse.

Marina Moioli – Il Giro di Milano in 501 Luoghi. La Città Come Non L’Avete Mai Vista

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Guida con 501 brevi schede su Milano suddivise in: Architetture (storiche), Architetture (moderne), Cultura (musei, istituzioni e librerie), Angoli Nascosti e Curiosità, Verde e Acqua, Hotel e Locande, Ristoranti e Caffè, Shopping.
Inizialmente mi aveva deluso, la parte iniziale dedicata alle Architetture Storiche l’ho trovata troppo banale e avevo paura che fosse tutto così, invece, a partire dalla seconda parte, dedicata ai nuovi edifici di Milano, sia già finiti che in via di costruzione, qualche nuovo spunto per visitare parti della mia città che non conosco me l’ha dato.
Carina la parte dedicata alle curiosità mentre quella dedicata all’ospitalità e allo shopping le ho trovate noiose e fondamentalmente dedicate ad interessi lontani dai miei, colpa mia.
La cosa che più mi lascia perplesso (e non poco) è che, assolutamente in modo casuale, ho trovato su internet un testo troooooppo simile ad uno compreso nel libro. Ne ho cercati altri, per vedere se si trattasse di un caso isolato ma ne ho trovato un altro paio…ho paura che l’autrice non si sia sbattuta più di tanto per creare questa guida.

massimo arena

marina moioliChi ha detto che a Milano da vedere ci sono soltanto il Duomo, il Castello Sforzesco e il Cenacolo? È tempo di riscoprire la città della moda e del design e di far conoscere al turista curioso (ma anche al milanese distratto che non se li ricorda o non li ha mai saputi) tutti i segreti della “New York italiana”. Al di là dei luoghi comuni e dei soliti itinerari, questa guida racconta proprio tutto quello che c’è da sapere: monumenti celebri e curiosità da amatore, aneddoti e chicche nascoste. Dall’architettura agli spazi verdi, dai grattacieli ai templi dello shopping, dai ristoranti agli hotel. Una rilettura della Milano di ieri e di oggi in 501 luoghi, dove scovare il bello dietro l’angolo e vivere la città in modo completamente nuovo.

Quante guglie ha il Duomo?
Perché il Teatro alla Scala si chiama così?
Qual è il parco creato da un conte ungherese?
Cosa sono le “vedovelle”?
Cos’era la “Facchinata del cavallazzo”?
Qual è il grattacielo più alto d’Italia?
Dove si trova l’hotel di 007?
Dove si mangia il miglior risotto?
Qual è la stilista preferita di Nicole Kidman?
Perché a Milano c’è un sommergibile?

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