Mo Yan – Le rane #moyan #lerane

moyan

Ed eccoci di nuovo nella Macondo della Cina, nella “zona a nordest di Gaomi” che nella narrazione di Mo Yan diventa un luogo magico ed epico, popolato da personaggi che concentrano in sé un intero popolo, e le cui vicende sono un distillato della Storia di tutta la nazione.
Il romanzo, che si apre agli inizi degli anni ’50 e si chiude nei primi anni 2000, ci porta a vivere, attraverso le vicende di Wan Xin, Xiaobao e degli altri protagonisti del romanzo, gran parte delle trasformazioni e contraddizioni che ha attraversato la Cina in questi anni.
All’inizio del racconto Wan Xin è una levatrice, anzi, La Levatrice della zona a nordest di Gaomi; la prima che affronta le complicazioni dei parti con freddezza e approccio medico, anziché con le pratiche tradizionali delle mammane, spesso pericolose e dagli esiti drammatici. E’ lei che, nella zona, viene vista come l’incarnazione della dea della fertilità, ed è lei che fa nascere quasi tutti i protagonisti che impareremo a conoscere nelle 350 pagine di questo romanzo.
Con l’avvento della politica del figlio unico, all’inizio degli anni ’70, colei che era nella zona era quasi venerata per la sua capacità di risolvere i parti più complicati, diventa l’avanguardia del regime e l’artefice inflessibile della sua politica.
La sua tenacia e ferocia nel mettere in pratica la politica di controllo delle nascite rasenta il fanatismo, e in una zona rurale, dove l’applicazione delle tecniche di contraccezione “consigliate” dal Partito si scontra con usanze e abitudini radicate in profondità (“se una donna non fa figli che cosa ci sta a fare?”) porta a situazioni dagli esiti a volte drammatici.
Gli anni però scorrono inesorabili e i nostri protagonisti assistono piano piano alle trasformazioni delle proprie vite e dell’intera nazione.
La politica del figlio unico ha perso la sua forza e diventa quasi più solo una questione economica; chi vuole un figlio in più e può permetterselo paga la multa, e se non può permetterselo trova altri modi per aggirare la legge.
I protagonisti stessi sono quasi storditi dalla profondità dei cambiamenti, così come dalla loro rapidità, e si trovano a dover fare i conti ciascuno con i propri ideali, con il proprio passato e con i propri fantasmi, alla ricerca di una redenzione che forse può essere concessa dalla Storia, ma difficilmente potrà arrivare dalle anime delle migliaia di bambini non nati, che, come la rane degli stagni, fanno sentire la sera la propria voce e tormentano la vecchiaia di Wan Xin, che tenta di ridare loro un posto nel mondo modellando assieme al marito le loro immagini nella creta.

Così come nell’azzeccatissima copertina, Mo Yan mette a fuoco una figura tra tante, la stacca dal gruppo e riesce nell’acrobazia di renderla unica tra milioni, ma nello stesso tempo rappresentativa di tutti, finanche di un intero popolo che, pur abbagliato dal presente radioso, si trova a fare i conti con il proprio pesante passato.

Luca Bacchetti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.