Tutta la luce che non vediamo – Anthony Doerr #AnthonyDoerr

La lista è vita.

Schindler’s List

doerr_tutta_la_luce

Potrebbe apparire un po’ forzata ma leggendo questo libro, a mio avviso superbo, questa frase è risuonata spesso nella mia testa.
Eh già perché senza lista o senza la fortuna sfacciata di incappare in una recensione capace di attrarmi, questo libro non l’avrei forse letto.
Parto da una considerazione stilistica, capitoli brevi che adoro perché con tre figli che ti chiamano in continuazione o la cena da preparare e’ piu’ facile riprendere il filo del discorso, una scrittura molto chiara e capace di portarti la’ dove l’autore vuole senza mai cadere nel patetico, infine i salti temporali, seppur in un arco di tempo breve, rendono il tutto vivace e movimentato.
La storia è molto bella, si parla in parallelo della vita di Marie-Laure e di quella di Werner, lei ragazzina di dodici anni che vive a Parigi col padre ed è cieca a causa di una malattia e lui orfano che vive con la sorella in un orfanotrofio della Germania. La vita della prima cambierà quando, in seguito all’occupazione nazista, si dovrà trasferire a Saint-Malo col padre nella casa del prozio Etienne, personaggio bizzarro che da vent’anni non esce di casa, ossessionato dai fantasmi della guerra passata: qui Marie dovrà affrontare nuove sfide ed il buio della guerra.
Werner, invece, grazie ad una sua abilità speciale nell’aggiustare apparecchi elettronici, si troverà a frequentare l’accademia della Gioventù hitleriana dove verrà messo faccia a faccia con una realtà che non gli appartiene ma che, suo malgrado, lo porterà a diventare una pedina fondamentale per la caccia ai partigiani.
Non aggiungo altro, a voi il piacere di scoprire, se lo vorrete, dove li porterà tutto ciò .

Mariagrazia Aiani
Pubblicità

Tutta la luce che non vediamo – Anthony Doerr

anthony_doerr1-e1429567214801

Tre storie convergenti, in questo romanzo il cui arco temporale prevalente è durante la seconda guerra mondiale. La prima racconta di Marie Laure, una ragazza francese diventata cieca da piccola e del suo orientarsi nella vita e nella tragedia aiutata dagli altri sensi, olfatto, udito, tatto, gusto, esercitati con tale grazia da farci pensare che talvolta noi non si veda davvero ciò che guardiamo. La seconda segue Werner, orfano tedesco con un talento straordinario: sa costruire, aggiustare, sistemare, curare le radiotrasmittenti.
La terza narra di un diamante mitico. Si dipanano in brevi capitoli, le storie, fino a convergere a Saint-Malo, cittadina bretone fortezza e corsara.
Molte cose ho amato in questo libro: i modellini di città che il papà di Marie Laure costruisce alla figlia perchè possa capire col tatto, comporsi gli orizzonti, perchè possa capire lo spazio intorno, perchè possa rendersi indipendente. La cura, l’amore, il coraggio delle madri-sostitute, che accarezzano, cucinano, proteggono. E poi gli odori che traspirano dalle pagine, l’aroma del pane, il sale del mare, delle conchiglie, delle alghe, il profumo del vento. I sapori, quello delle pesche sciroppate che sovrasta ogni altro. E i suoni, la musica che salva sempre, ovunque, in ogni tempo, in ogni dove. Ma soprattutto ciò che rimane è l’atrocità, l’orrore della guerra, in cui tutto ciò che possiamo salvare è la frazione di istante durante la quale riconosciamo la nostra umanità nell’altro, come in uno specchio, e pensiamo quel pensiero e facciamo quel gesto e per un millesimo di secondo possiamo essere angeli.

Tutta la luce che non vediamo – Anthony Doerr

Stefania Lazzìa

(ah, sto libro ha vinto il Pulitzer e azzìa è sul pezzo. prego grazie scusi tornerò)