Daniel Pennac – ciclo di Malaussene #daniel pennac

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Negli ultimi tempi qui nel gruppo si è parlato molto di Malaussène, sono stata quasi costretta a rituffarmi per l’ennesima volta nella saga del Capro Espiatorio e della sua famiglia. A distanza di qualche anno è una gioia trascorrere un po’ di tempo nella sgangherata casa di Belleville. I primi due volumi della serie sono volati via, leggeri come piume. Ho appena chiuso La Fata Carabina e già avrei voglia di ripartire da pagina 1.

So solo consigliare i libri di Pennac senza saperli definire.

Posso solo dire che quando scende la sera e la voce magica di un nonno adottato racconta storie che incantano il Piccolo con i suoi occhiali rosa e Jeremy con la sua lingua tagliente, mentre un’anziana vedova vietnamita con il suo vocione da Gabin culla l’ultima nata di casa sotto lo sguardo beato dell’angelica Clara, proprio quando la giovane e arcigna Thérèse allevia la paura del trapasso leggendo un futuro pieno di promesse nelle mani di un vecchio morente, e là fuori giganteschi ex soldati jugoslavi regalano alle nonnine gioiosi pomeriggi domenicali fatti di sale da the, vecchi ricordi e tecniche di difesa, intanto che colossali spacciatori si tramutano in angeli custodi, poliziotti in spietati e romantici giustizieri, medici in arguti salvatori pieni di cuore ….beh, mentre tutto questo e molto, molto altro accade, quello che ti ritrovi a sperare è che la famiglia Malaussène possa trovare un posticino piccolo piccolo anche per te, magari vicino alla cuccia del vecchio Julius, il giorno in cui anche tu avrai bisogno di conforto.

“Sia gentile, Malaussène, quando avrò bisogno di un vero miracolo, mi mandi qualcuno dei suoi.”

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Lettura di gruppo per bambini, e un po’ di buona scuola

Marta Saggio Ciao a tutti! Avrei bisogno di un consiglio da veri intenditori di giovanissimi lettori. Insegno in una classe seconda primaria (8 anni quest’anno) e avrei proprio voglia di una bella lettura ad alta voce. Lo faccio spesso, ma mi ritrovo a volte in difficoltà su quale libro scegliere. Talvolta è banale e altre troppo complesso. Insomma… voi che mi consigliate? Grazie mille e… che si scatenino mamme, papà, nonni e zii… ecc

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Luca Bacchetti Ai miei ragazzetti è piaciuto molto la lettura di Abbaiare Stanca (letto lo scorso anno, quindi per il piccolo l’età era quella) 

Massimo Arena Un bel “Favole al telefono” di Gianni Rodari (appena finito) mi sembra perfetto. 

Agata Pagani Letture da proporre ai bambini o da fare tu in un’ora di narrativa dedicata? A mia figlia (classe terza) stanno leggendo il mago di oz, in prima ricordo Pinocchio. 

Marta Saggio No no.. da leggere io a loro… un’oretta di lettura animata. 

Luca Bacchetti Se andiamo su Rodari, ai miei piace molto “tante storie per giocare”. Per ogni storia vengono proposti tre finali differenti tra cui scegliere, e volendo si può cogliere l’occasione per spingere i ragazzi ad inventarne di loro.

Agata Pagani Scusa, ho aggiunto al post precedente due titoli. Noi abbiamo la fortuna di avere una biblioteca incredibilmente ben organizzata che ha del personale splendido e splendidamente formato, dotato di baule magico che propone pomeriggi favolosi con attori di teatro che si prestano a queste attività. Alle insegnanti non resta che l’imbarazzo della scelta. Faccio mente locale e integro. Sono d’accordo con chi propone rodari, magari la freccia azzurra che è un racconto lungo e poi c’è la trilogia di sepulveda.

claudia Mazzoleni Da capo scout direi il libro della giungla, oppure un giallo. Ti consiglierei anche i libri di Roald Dahl. Pinocchio, Peter Pan e Alice nel paese delle meraviglie.

Alberto Il Cala Calandriello Piccole donne ed i ragazzi della via pal

Cecilia Tanghetti William Saroyan La commedia umana

Marta Saggio Amo molto Dahl… sono quelli che più leggo… per questo volevo un po’cambiare. Anche se uno di sicuro glielo infilo…

Diegoliano Zetti Fabrizio  proponeva Ventimila leghe sotto i mari ma sappi che è incomprensibile alle moderne classi seconde della scuola primaria.
Tanti classici che ho letto io alle elementari a metà anni ’80 sono scritti in modo incomprensibile ai bambini di oggi. 
Per la mia esperienza diretta con la scuola primaria (personale, ma temo non troppo catastrofica rispetto alla media odierna) I ragazzi della via Pal, i classici di Verne, Salgari… purtroppo sono difficilmente digeribili dai sette/ottenni.

Agata Pagani La collana della casa sull’albero. In questo momento non mi ricordo il nome dell’autrice, ma sono tantissimi, avventurosi, ambientati nel mondo e hanno protagonista maschio e femmina(a me semplifica la vita perché rende il libro unisex e nessuno in casa brontola)

Marta Saggio Sono d’accordo con Diegoliano.. purtroppo è così. Molti classici più che incomprensibili sarebbero insostenibili. Mi ammutinerebbero i miei demoni di seconda elementare! Volevo infatti abituarli alla lettura, ampliare il lessico ecc per poi proporglieli verso la 4 o la 5

Fabrizio Vecchia Capisco, forse, i cambiamenti di gusto. Ma, incomprensibili, mi spiegate? 

Agata Pagani Si potrebbe leggerli e renderli comprensibili con mimica e spiegazioni. Il fatto che Verne sia stato comprensibile per n generazioni e improvvisamente non lo sia più è una pecca dei libri o della generazione? Non dico a Marta nello specifico naturalmente… penso all’asse ragazzi – genitori – insegnanti fino a biblioteche, tv ecc che propone ritmi troppo veloci anche nelle scelte letterarie, ma ovvio non può essere di Marta l’onere di combattere contro i mulini a vento…

Marta Saggio Sono d’accordo Agata. ncomprensibile non è il libro in sé… ma l’utilizzo di una sintassi complessa e lenta… lontanissima dal ritmo frenetico e schizofrenico direi ai quali i bambini sono abituati oggi. Il lessico poi è molto povero e non parlo solo dei miei 10 bambini di madre lingua non italiana dei quali comunque devo tenere conto. È una battaglia contro mulini che voglio intraprendere… ma meglio farlo con calma. Ci arriveremo a vincere noi!

Diegoliano Zetti Il 1866 fu un anno particolare, caratterizzato da uno strano misterioso avvenimento che certamente nessuno avrà dimenticato. A parte le dicerie che mettevano in agitazione le popolazioni della costa ed eccitavano l’opinione pubblica nelle zone continentali, la gente di mare ne era particolarmente scossa. Commercianti, armatori, comandanti di navi, piloti europei e americani, ufficiali delle marine militari di tutti i paesi e, infine, i governi dei diversi Stati dei due continenti, si preoccuparono profondamente del fenomeno.
Da qualche tempo parecchie navi, incrociando in alto mare, si erano imbattute in una “massa enorme”, qualcosa di oblungo, fatto a fuso, a volte fosforescente e molto più grande e più veloce di una balena.”
(Premesso che temo di avere un’edizione ancora più desueta,) non è un lessico ma soprattutto una sintassi da bambino di seconda di oggi.

Agata la pecca è della generazione attuale, della generazione precedente e della scuola (non delle insegnanti); il livello medio nelle scuole si è abbassato e si tende a portare tutti i bambini ad obiettivi minimi penalizzando “le eccellenze” dato che non ci sono più soldi per le compresenze e il sostegno.
Dividere la classe in due seguendo percorsi diversi (aiutando i bimbi con maggiori difficoltà e sperimentando con i bimbi più portati) è un lontano ricordo degli anni ’80…

Marta apprezzo la tua lotta, novella don Chisciotte, ma i mulini sono sempre più difficili da sconfiggere

Fabrizio Vecchia A me giá m’appassiona!

Marta Saggio Vero Diegoliano… ma ne basta uno. Mi basta che uno dei miei 22 bambini alla fine mi dica: “bel libro maestra ne hai altri da consigliarmi? ” e io saprò di avere vinto. 

Luca Bacchetti mio figlio quest’estate ha apprezzato molto “Il Giro del mondo in 80 giorni”, nonostante il lessico e la sintassi datate. E’ vero che quest’anno fa 5°, ma è anche vero che se l’è letto per conto suo. Secondo me a sentirlo leggere piacerebbe. Magari ogni tanto ti fermerebbero per chiedere cosa significa un vocabolo, ma in generale sarebbero ben contenti. (ammetto però che la mia casistica si esaurisce ai miei due mostrini).

Gianni Mantini mio figlio ha 10 anni, legge tantissimo ma di libri datati l’unico che ha letto è stato l’isola del tesoro, per seguirlo mi sono riletto anche io qualche classico e salvo alcune eccezioni il lessico usato trovo sia troppo aulico per dei ragazzini moderni…quindi per ora dopo il maghetto con gli occhiali è passato a Percy jackson, quando li avrà finiti tutti (ma credo siano almeno 20) si porrà il problema di leggere altro… ha anche provato a leggere Verne ma faticava proprio a seguire le storie a causa dello stile di scrittura.

Giovanna Lupo Ma Il Piccolo Principe no? 

Diegoliano Zetti:

Le avventure di Tom Sawyer
“«Tom!»
Nessuna risposta.
«Tom!»
Nessuna risposta.
«Che cosa sta combinando quel ragazzo? Vorrei proprio saperlo. Ehi, Tom!»
L’anziana signora abbassò gli occhiali e, al di sopra di essi guardò intorno a sé nella stanza; poi li spinse di nuovo in su e guardò di sotto a essi. Di rado, o mai, guardava attraverso gli occhiali una cosa piccola come un ragazzetto, poiché quello era il suo paio di occhiali da parata, l’orgoglio del cuore di lei, occhiali fatti per “eleganza”, non per utilità; avrebbe potuto vederci altrettanto bene attraverso un paio di coperchi per stufe. Ora, per un momento, parve perplessa e disse, non minacciosamente, ma con una voce così
forte da farsi sentire anche dai mobili:
«Bene, se ti metto le mani addosso, io…»
Non completò la frase perché, nel frattempo, si era chinata e stava sferrando colpi con la scopa sotto il letto… e pertanto le occorreva fiato per ritmare i colpi stessi. Non riuscì a far risorgere altro che il gatto.
«Non ho mai conosciuto nessuno più scavezzacollo di quel ragazzo!»”

Agata Pagani Marta credici! Te lo dico da mamma oltre che da lettrice. Di figli ne ho due, la piccola non ne voleva sapere di leggere. La mia è stata una battaglia quotidiana fatta di libri lasciati in giro per la casa, compromessi e premi. Con il grande è stato più facile, ama i libri come me e da che sa leggere inciampa per strada per leggere qualunque parola incontri sul suo cammino. A lui i classici li ho proposti io, ma ha letto Verne(con fatica e soddisfazione) e Salgari, i ragazzi della via Pal e la guerra dei bottoni… non in seconda, ma in quarta, quinta e prima media, ma crederci è il primo passo per avere il coraggio di introdurli al momento buono. Diegoliano che bello il post sui meriti! Quando lo dico mi facciano di essere snob e di volere la scuola per i migliori. In realtà credo che sarebbe meno penalizzante per tutti stratificare invece di livellare al basso.(tenuto conto che di nuovo ho due figli con caratteristiche e competenza e potenzialità diversissime)

Diegoliano Zetti Agata non è questione di snobismo, si otterrebbe il meglio da tutti senza lasciare indietro qualcuno o tarpare le ali agli altri.
Dedicare un intero insegnante alla metà classe dei “non migliori” non può che far loro bene, probabilmente li porterà ad un livello superiore di quanto si otterrebbe livellando; ovviamente gli altri bimbi otterranno un ulteriore beneficio dall’andare “al di fuori” del programma.
Resta il fatto che sono tutte belle parole ma di soldi per le compresenze a scuola non ce ne sono più…

Gianni Mantini Io sono contrario alla scuola a 2 velocità, i bambini devono sentirsi tutti uguali ed avere il tempo di maturare…per l’agonismo, la competizione e la meritocrazia a spintoni c’è tutto il tempo. 

Diegoliano Zetti I bambini hanno tutti gli stessi diritti ma sono tutti diversi. I bambini hanno diverse capacità, diversi tempi di apprendimento, diversi pregi e diversi difetti, c’è chi è un genio con le operazioni e chi scrive come un poeta, chi non sa quanto fa 7 per 8 e chi non ricorda ma se qual è vuole l’apostrofo o meno.
Perché non aiutare di più chi ha più bisogno portando benefici a tutti? Perché non far fruttare le individualità portando benefici a tutti?
Perché livellare -necessariamente verso il basso- lasciando comunque ad arrancare i meno portati e annoiando i più portati?
Non è una competizione, vincono tutti.

Gianni Mantini: Non so Diegoliano Zetti , mia moglie lavora nella scuola da anni, ed ho 2 figli alle elementari, mi sembra una sorta di segregazione…poi chi è che decide? tutte le maestre sono all’altezza di prendere decisioni simili? io non credo proprio… poi con il livello dei genitori attuali sarebbe una battaglia continua, tutti pensano che il loro figlio sarà un novello Pasteur od un novello Proust, per non parlare delle bambine tutte belle, sexy, intelligenti e umili. Poi la mia personale convinzione è che ci si forma al di fuori della scuola e qualche volta “nonostante la scuola”; tutto ciò che so l’ho imparatoda solo…noi genitori e la stessa scuola dobbiamo solo instillare curiosità, senso della responsabilità, apertura metale e tolleranza verso gli altri; poi quando si passerà a scuole più impegnative saranno gli stessi ragazzi a scegliere la lro “personale strada”

owlina Fullstop D’accordo sul ruolo della scuola che deve far nascere la scintilla, ma la scuola è vita essa stessa, ergo quel che forma una persona esce ‘anche’ da lì, non solo dalle sue esperienze future. 

Gianni Mantini certo ma la scuola, specie quella primaria, deve accomunare non dividere, ci penserà la vita a dividere le persone.

Owlina Fullstop: per esperienza personale c’è la serie del battello a vapore della Piemme divisa per età che non delude mai. È la mia fonte personale x i regali ai miei nipoti. E poi oh, dove lasciamo il Geronimo Stilton? 

Michela Ferrarini Le streghe di Dahl la Tamaro (cuore di ciccia) o tipo polissena del porcello,o se ci vogliamo modernizzare di più..le cronache di spiderwick di Holly Blacke(se non ricordo male)

Dimenticavo la collana del battello a vapore!
Preciso che i classici li ho letti tutti per conto mio, ma se parliamo di linguaggio più fruibile li ho esclusi..
adoro quest idea,da piccola ho amato le ore di lettura, che mi hanno fatto appassionare ulteriormente ai libri! per i classici il mio preferito è salgari! 

lalab Bianchi il volo felice della cicogna nilou. è poetico, insegna la convivenza, c’è amore e sentimento 

Giancarlo Zeppa Ti consiglio “STORIA DI UNA LUMACA CHE SCOPRI’ L’IMPORTANZA DELLA LENTEZZA” di Luis Sepulveda. L’ho provato con mio nipote di 6 anni ed è andato alla grande. Breve, carino ma pieno di insegnamenti.

Diegoliano Zetti Qualcuno ha mai dato in pasto ai bambini il ciclo di Tiffany di Terry Pratchett?

Michela Ferrarini Siiiì è divertentissimo terry pratchett!

Gianni Mantini per piccoli e adulti : Bjorn Larsson “La vera storia del pirata long john silver” e “l’ultima avventura del pirata long john silver”

Barbara Chiari Ho appena letto La filosovia in 52 favole di Bencivenga.

Luca Bacchetti E poi c’è pur sempre il caro Neil Gaiman. Ne ha scritti diversi per ragazzi, un po’ per tutte le età. I miei si sono divertiti molto con le folli avventure di “L’esilarante mistero del papà scomparso”

Arianna Pacini Tra i classici ai miei alunni in seconda era piaciuto “Pippi Calzelunghe”. Mio figlio invece adora la serie di Bordiglioni “Dinodino: avventure nel giurassico” Altra serie che apprezza “Mondragò”. Insieme abbiamo letto “L’isola del tesoro” e “Viaggio al centro della Terra”. Quest’ultimo l’ ho proposto anche ai miei alunni, che ora sono in quinta, ma non hanno apprezzato Troppo lento l’inizio per una lettura condivisa.

Claudia Mazzoleni La storia infinita ecco un altro libro che ti consiglio.

Valeria Capellaro Qualcosa della Pitzorno? Io in seconda elementare divoravo i suoi libri!

Arianna Pacini Scrivo a singhiozzi…bellissimo il papà scomparso! Ultimamente il mio quasi “ottenne” lettore ha scoperto “Strane storie”, piene di misteri anche un po’ paurosi. Un libretto carino per i più piccini è “Un anno nel parco di Giacomo”, le avventure di un giardiniere e dei suoi amici animali che si dipana nella ciclicità stagionale (Alice, 5, lo adora ma ha ancora il suo fascino anche sul fratello. È ancora la loro lettura preferita insieme alla nonna).

Sulla questione della differenziazione: a volte è inevitabile lavorare su due, se non tre livelli diversi, l’importante è non abbassare mai troppo il tiro perché, purtroppo, per alcuni la scuola è ancora l’unico luogo di incontro con l’altro, di esperienza e di cultura. A mio parere si deve tendere a dare sempre loro il massimo, poi ognuno tratterrà naturalmente, di ogni esperienza, quello che più si avvicina al suo essere. Non scorderò mai la luce negli occhi di un alunno pachistano al ritorno da un’uscita al cinema: “Maestra, non ci ero mai stato. È bellissimo!”

Owlina Fullstop L’importante è, in un modo o nell’altro, cercare di accendere quella luce.

Agata Pagani Differenziare, e non parlo di italiani e stranieri assolutamente aiuta ad unire. Parlo per esperienza personale mia figlia lo scorso anno ha faticato immensamente a tenere il passo con i compagni ed è entrata in una spirale di autocommiserazione dalla quale non usciva più. Non era sola per fortuna era un buon numero quello in difficoltà, ma tant’è che a lei è rimasto il senso di inadeguatezza. Ora il problema è risolto, il gap è stato colmato perché nell’estate abbiamo lavorato insieme seguendo i consigli di una psicologa la quale aveva evidenziato la necessità di rallentare su alcuni argomenti e accelerare altri. Era quindi in difficoltà in alcuni ambiti e annoiata in altri. In questo la scuola ideale dovrebbe differenziare. Così si potrebbero dare veramente pari opportunità a mio avviso. Io l’ho vissuta per un periodo breve e potendo colmare dedicando tutto il mio tempo, il gap scolastico ed emotivo.