Davide Enia, Uomini e pecore

Roma capitale affamata, innamorata e viva.

enia

Due bei viali mi si aprivano davanti, dopo aver terminato la lettura del Fabio: la prima, proseguire col Giappone (e ne avevo di suggestioni, proposte, possibilità in mente!); la seconda, continuare gli itinerari gastronomici consigliati dalla collana Edt “alla carta”.http://www.edt.it/aree/allacarta/
ammè piace leggere di viaggi e anche moltissimo di cibo, me gusta proprio, sicchè ho imboccato il secondo vialone.
dopo tokyo me sò fermata n’attimo nella mia città natale con Davide Enia e il suo Uomini e pecore. che dire? m’è uscita la lacrima nel mentre che si raccontava la preparazione e forse l’invenzione della carbonara…e non perchè sia un piatto molto che fa casa, nonnò. ma perchè i tre capitoli in cui si parla di piatti tipici romani (la carbonara, la coda, i carciofi alla giudia, le zucchine conciate e me fermo che è ora de cena e me sto a sentì male) sono così poetici che non so descrivere.
“per ogni uovo che la gallina le depositava in mano – Sta fija de na mignotta – recitava Gomena. Era il suo mantra. Prendeva la gallina, le metteva una mano sul petto, l’altra a coppetta sul culo, -Sta fija de na mignotta -, e l’uovo era pronto per essere bevuto.”
troppo delizioso, sto librino qua, ve lo consiglio assai parecchio. (e pure la carbonara e li carciofi alla giudia etc., ve consijo vivamente)

Stefania Lazzìa

L’invenzione della madre, Marco Peano

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L’invenzione della madre, Marco Peano

Lenta e lumachesca st’anno lazzìa, eppefortuna che la bava non la faccio (tranne si m’addormo in treno, vabbè). Del resto c’è un tempo per leggere e un tempo per le serie tivvù, come diceva qualcheduno. E inzomma con grandiiiiiissima difficoltà finii st’ultimo e lo so mica se è dipeso dal libro esso stesso o da me medesima, come al solito in medio stat veritas, ritengo.
Mi trovo d’altronde completamente d’accordissimo con la rece che ne fece la Daniela tempo fa e che mi spinse all’acquisto. Parla del rapporto di un ragazzo ventiseienne con la malattia prima e poi con la morte della mamma. Ora non ponetevi la domanda su quale istinto masochistico porti a intraprendere un percorso libresco sì tosto, ci sono assai motivi, la prossimità con tali argomenti, l’esorciccio, la “curiosità”, la voglia di scoprire un nuovo autore, ecchennesò, ma di tante di quelle robe, potrebbero motivare la scelta. Epperò ho faticato. E ne sono uscita non completamente convinta.

 

Stefania Lazzia