Alessandro Perissinotto – Semina il vento

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Romanzo dalle grandi pretese. Si parte dalla storia d’amore tra il piemontese Giacomo e la parigina di origini iraniane, Shirin. Si parte da qui, parlando d’amore, e si affronta il tema dell’integrazione razziale, della convivenza fra culture diverse, del razzismo, della paura. Tutti argomenti decisamente attuali. Mi è piaciuta moltissimo la parte del libro che racconta la vita della giovane coppia in un paesino di montagna: la festosa accoglienza che si tramuta piano piano in sospetto e odio. Perissinotto è stato bravo in questo, nel descrivere l’ostilità verso il “diverso” di certe piccole comunità dalle solide radici. In alcuni punti mi è sembrato di sentire certe voci del paesino dove sono nata…..
Quello che non mi ha convinta del tutto è stato il tono piuttosto saccente e un po’ da maestrina, che viene usato per spiegare conflitti religiosi vecchi di secoli. Alcuni dialoghi tra i due protagonisti sembrano scritti giusto per inserire qualche nota storica. Allo stesso modo il finale mi è sembrato un po’ forzato.
Annna LittleMax Massimino

Laurence Cossé – La libreria del buon romanzo

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 La libreria del buon romanzo – Laurence Cossé

Primo innamoramento dell’anno.  Due giorni fa ho praticamente costretto un amico a prestarmi questo libro. L’ho divorato (il libro non l’amico!).  Rapita, affascinata, catturata. La quarta di copertina lo presenta come un giallo e secondo me gli fa torto. L’inizio in effetti ha qualcosa di misterioso: succedono fatti apparentemente slegati e ti devi sforzare un pochino per non soccombere subito all’insidia del dove vogliamo andare a parare?? Poi inizia la storia, quella vera. Quella di Van e Francesca, un libraio  entusiasta e una donna ricca, non più giovanissima,  dalla bellezza altera e malinconica.  La storia della loro libreria dove i clienti trovano solo il meglio della letteratura mondiale, selezionato da un apposito comitato (i cui membri hanno storie che sono un romanzo nel romanzo), attraverso liste di titoli proposti che vengono mescolati tra loro senza che nessuno sappia chi ha consigliato cosa, senza nemmeno conoscere chi sono gli altri elettori, ma dando semplicemente vita ad una specie di libreria dei sogni dove “i lettori in raccoglimento….capaci di restare immobili intere mezze giornata, immersi nelle loro letture….lettori in cui solo gli occhi un po’ pazzi, caratteristici della dipendenza, tradivano l’euforia quando, giunto il momento di andarsene, incrociavano lo sguardo di uno dei librai e….con le braccia sovraccariche di libri….dovevano trattenersi per non mettersi a ballare appena varcata la porta”.

Ho adorato Van e Francesca, ma soprattutto ho adorato questa libreria.  Per come è stata creata e per come me la sono immaginata. E soprattutto per come ho immaginato me stessa, in un posto così…..

Anna Littlemax Massimino