The Commitments, Roddy Doyle

Della serie riletture, stavolta è toccata a “The Commitments” di Roddy Doyle.
Beh, il libro è scritto un po’ così così, tutto dialoghi.
Buona l’idea di raccontare di ragazzi di Dublino degli anni ’80 che vogliono mettere su una band che suona cover soul e rythm and blues ispirandosi a James Brown e Otis Redding.
La band si forma e poco dopo finisce fra ingenuità, gelosie, malumori e cazzotti.
Lettura abbastanza piacevole, scrittura, insomma.
Non ho visto il film che ne ha tratto Alan Parker, ma il libro sembra già una sceneggiatura.

L’ho riletto perché ovviamente dopo 20 anni non lo ricordavo, come mi succede quasi sempre. Il film lo vedrei volentieri. Mi son fatta l’idea che il libro possa aver avuto successo perché all’epoca tutto quello che era irlandese era buono, la scrittura però per il mio sentire difetta molto.

Lorenza Inquisition Allora. Io pure li ho letti quando sono usciti, metà anni novanta, onestamente non mi ricordo molto però mi ricordo che questo dei tre mi era piaciuto meno di tutti. Gli altri due libri, quello della figlia rimasta incinta e del van per vendere cibo me li ricordo solo come divertenti. Il film penso piaccia per la colonna sonora, soprattutto.

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LA MUSICA E’ CAMBIATA, RODDY DOYLE

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l’anno scorso avevo preso un ottimo ritmo di lettura (23 al giro di boa), poi vicissitudini di vita hanno rallentato il mio tempo di lettura…e mi sono fermato a 31, ma è già un buon risultato…quest’anno parto con questo , LA MUSICA E’ CAMBIATA DI RODDY DOYLE. Presentato come seguito dei The Commitments, al di là delle mille citazioni che solo musicofili (e io fortunatamente lo sono) possono godere e cogliere (quanta gente capirà una battuta sui Panda Bear?), è un libro che pone un personaggio eterno adolescente in puro stile Nick Hornby a fronte della morte (si ammala di cancro), per cui via all’eterna domanda (solo per musicofili) se il rock and roll potrà mai sconfiggere anche la paura della morte, e la risposta sta in un impresario musicale mezzo fallito che si inventa un finto gruppo bulgaro dedito al rock and roll e vince la guerra di visualizzazioni youtube, ritrovando così il senso della vita. Divertente anche se un po’ irrisolto nelle parti “serie” (domandone del tipo “come dire ai propri figli che hai un cancro” ad esempio–), anche se Doyle usa troppo il dialogo come veicolo narrativo e alla fine perdi spesso il filo dei lunghi discorsi. 6,5

Nicola Gervasini