Il giorno dell’Indipendenza – Richard Ford #RichardFord

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Quando si dice il momento giusto per leggere un libro….
Anni fa lessi Sportwriter, il primo libro di Ford dove compare Frank Bascombe, protagonista anche di questo Giorno dell’Indipendenza. Non mi colpì particolarmente tanto è vero che lo dovrei rileggere perché non ricordo proprio nulla.
E’ per questo che oggi per me Ford è una scoperta più che una riscoperta. Mi è piaciuto moltissimo, mi ha catturata. Il che può apparire strano perché quella di Ford è una scrittura “volutamente piatta”, come l’ha definita bene Raffaella Giatti parlando proprio di Sportwriter. In certi momenti non è solo piatta ma rasenta pericolosamente la noia come le lunghe pagine dedicate al mercato immobiliare americano, ricche di dettagli fino all’assurdo. Eppure una volta salita in macchina a fianco di Frank (si viaggia molto in auto, in questo libro) non ho più avuto voglia di scendere.
Bascombe è un quarantenne abbastanza comune, senza particolare guizzi di originalità. Si lascia vivere, è una specie di spettatore della propria vita che si adatta ai cambiamenti che avvengono quasi sempre suo malgrado. Il suo mestiere di agente immobiliare gli fornisce una sorta di maschera sorridente dietro la quale si nasconde anche nella vita privata. Rimpiange l’ex moglie e si permette di ammettere di non sopportare il figlio adolescente. Vorrebbe un rapporto più serio con la nuova amante. Ma anche no.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole.
Però quello Ford racconta davvero attraverso Frank Bascombe è la solitudine e l’incapacità di rapporti umani profondi che si nasconde in una certa America. Questi sono i veri protagonisti del libro. Sono nell’incapacità di Frank di gestire le sue relazioni (Ti amo, le ho detto. Ma avrei anche potuto non dirlo), nella coppia partita alla logorante ricerca di una casa nuova, un palcoscenico nuovo che nasconda le nevrosi, nel ragazzino in crisi che vuole attenzione e la cerca in modi pericolosi, negli inquilini con i quali Frank sperava di fare amicizia e che invece si barricano letteralmente dentro casa, nella ex moglie dalla vita brillante che forse così brillante non è. E’ ovunque ed è resa magistralmente dalla scritture di Ford.

“Per un momento rimango perplesso dalla convinzione di Joe che IO sia uno che crede che la vita porti da qualche parte”

Anna LittleMax

DESCRIZIONE

Avevamo già incontrato Frank Bascombe in Sportswriter. Allora aveva trentotto anni, faceva il giornalista sportivo e chiamava “X” la moglie da cui era separato. Adesso ha quarantaquattro anni, fa l’agente immobiliare e chiama “Ann” la ex moglie. Come sempre, considera la vita inconcludente e i rapporti umani difficili. Lo ritroviamo, in occasione della festa dell’Indipendenza del 4 luglio, con il progetto di incontrare la fidanzata Sally e di trascorrere un po’ di tempo con il figlio Paul, appena accusato di aver rubato tre confezioni di preservativi giganti e di aver insultato e assalito il commesso del negozio che l’ha sorpreso. Poi, fedele al principio che “non vendi una casa a qualcuno, vendi una vita” senza mai perdere la pazienza, ha in mente di mostrare un’ennesima casa a dei clienti a cui ne ha già fatte vedere quarantacinque. Questi i programmi, ma l’imprevisto ha il sopravvento e tra una grana e l’altra niente di quel che era stato immaginato si realizza. All’orizzonte, tuttavia, si delinea un futuro meno cupo e solitario

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Richard Ford – Rock Springs #RichardFord

“Cominciavo a pensare a Rock Springs nel modo in cui sapevo che avrei sempre pensato a lei, un’ignobile città piena di delitti e di puttane e di delusioni, il posto dove una donna mi aveva abbandonato”.
ford-rock-springs

E visto che sono nel periodo Richard Ford, aggiungo anche questo Rock Springs alla mia lista.
Si tratta di una serie di dieci racconti ambientati in Montana. L’atmosfera del libro è cupa, i personaggi sono spesso perdenti, disillusi. La violenza è latente, l’odore di birra rancida che arriva dalle lattine vuote gettate sul sedile posteriore dell’auto si sente fino qui. I fucili sparano su anatre e cervi, si accaniscono nell’euforia della caccia. Forse per non dover sparare su esseri umani, come si vorrebbe. Per alcuni dei protagonisti ci sono cambiamenti all’orizzonte, ma si ha l’impressione che il cambiamento sarà solo una variante della stessa infelicità. Come se i confini del Montana fossero irraggiungibili, come se non si potessero superare e andare oltre. Verso un’altra vita.

Magistrale Ford. Dieci piccole perle.

Anna LittleMax

DESCRIZIONE

Un Montana freddo e inospitale dove le miniere di carbone si sono esaurite, il boom immobiliare è solo un ricordo e trattori solitari vagano nell’ombra della sera. In questo luogo, così lontano dalle mille luci di Manhattan, Richard Ford ambienta storie di persone comuni sorprese in quell’attimo di stupita sospensione che precede un mutamento decisivo. Dieci racconti sapientemente cesellati, insieme lirici e realistici, commoventi e spiritosi. Rock Springs,diventa teatro simbolicamente importante che fa dei 10 racconti di Ford un corpo unico per colori ed intenti narrativi, probabilmente ed inconsapevolmente in noi alimenta proprio quel “mito americano on the road” che il cinema ci ha aiutati a costruire.
L’autore coglie i paesaggi rurali del Montana e quelli delle desolate highways come uno spunto perfetto per raccontare vite sgangherate, famiglie distrutte, figli abbandonati. Non mancano la miniera d’oro, il ladro di automobili, militari ripresi a gozzovigliare, coltivatori di terre difficili e spesso ingrate a causa del clima, vagabondi.