Richard Ford – Sportswriter #RichardFord #Sportswriter

“Mi chiamo Frank Bascombe. Faccio il giornalista sportivo. Da quattordici anni vivo qui, al 19 di Hoving Road, a Haddam, New Jersey, in una grande casa Tudor che ho comprato dopo aver venduto un libro di racconti a un produttore cinematografico. Mi aveva reso un mucchio di soldi, allora, e sembrava che la cosa avrebbe garantito una vita piacevole a me, a mia moglie e ai nostri tre bambini, due dei quali non erano ancora nati. Che cosa fosse esattamente quella vita piacevole che mi aspettavo, non saprei proprio. Comunque, non direi che non ci sia stata. È solo che sono successe tante cose da allora.”

ford

Frank Bascombe è un tipico americano di provincia. Vive nel New Jersey, quarantenne, divorziato, fa il giornalista sportivo, lavoro a cui è approdato per caso dopo il tentativo fallito di fare lo scrittore.
Non ha una gran voglia di lavorare, di intrattenere relazioni sia con gli amici che con qualche ragazza con cui ha tiepidi rapporti.
La morte del figlio maggiore, pur con tutto il dolore immaginabile, non lo scuote dall’apatia, continua a fare le cose con poco interesse, intrattiene rapporti personali con noncuranza; anche con gli altri 2 figli ha un rapporto spento. Quella di Frank è una strana solitudine: in fondo attiva, affollata di ordinarie follie e fatti ordinari, e anche di persone. I due figli, le due ex mogli, i pochi amici, gli incontri con i clienti e le persone che va a visitare quando fa del volontariato. Si sente vulnerabile, è vero, oltre che solo, e prova a tamponare il dolore, il disagio per riuscire a vivere il meno peggio possibile, ad avvicinarsi di nuovo alla felicità, rasentarla ancora per qualche anno, quella felicità che sembra persa per sempre.
Insomma, fino alla fine del romanzo non sappiamo cosa sarà di lui che si è stancato del lavoro, degli amici, delle amanti, mentre sta a crogiolarsi con idee che ha per il suo futuro ma che non realizzerà mai.
Ci prova, sempre senza convinzione.
Romanzo molto malinconico, intriso di solitudine.
Ford, che non conoscevo, scrive, forse per l’argomento che tratta, in modo volutamente piatto. Ci sono momenti un po’ pesanti, ma mi è piaciuto.

Raffaella G.

DESCRIZIONE

In un normale week-end di Pasqua, Frank Bascombe – un uomo ancora giovane che ha rinunciato al mestiere di scrittore per diventare giornalista sportivo – incontra la sua ex moglie sulla tomba del loro primogenito, Ralph, come usano fare in occasione del suo compleanno da quando è morto. Bascombe, prima della tragedia e del conseguente divorzio, si era sistemato, aveva preso moglie e si era trasferito in una grande casa nella piccola città di Haddam, in New Jersey. Desiderava una vita piacevole, tranquilla nelle sue ripetitive abitudini, in un mondo provinciale al sicuro da scosse e preoccupazioni, come tanti altri americani middle class. Gli eventi però lo obbligano ad affrontare nuove e impreviste, talora drammatiche, situazioni. Bascombe si attiene ai nudi fatti, narra con levità e ironia, ma dovrà rivedere il suo passato considerando sotto un’altra luce la banalità e quotidianità della propria vita.

Annunci

Richard Ford – Sportswriter

ford

Primo libro della cosiddetta Bascombe Trilogy che oggi è arrivata al quarto libro (gli altri sono Il giorno dell’Indipendenza, Lo Stato delle Cose e , Tutto potrebbe andare molto peggio, uscito lo scorso anno), Sportswriter è il libro giusto per chi cerca un senso nei momenti che sembrano non avere un senso. Fallito come scrittore (e “ridotto” a mero giornalista sportivo), fallito come marito e all’indomani della tragica morte di un figlio, il libro racconta una serie di avventure amorose e riflessioni del protagonista alla ricerca di una ripartenza che fatica ad arrivare. Libro introspettivo, molto lento nel ritmo e lungo, non è certo una lettura facile, ha qualche lungaggine, ma è comunque un libro “spesso” sia come narrazione che come contenuti. 

Frank Bascombe sembra fare tutta una serie di cose che lo interessano ma fino a un certo punto. Dopo la morte del figlio Ralph la moglie che ama lo ha lasciato per delle lettere che ha trovato nel suo comodino. Le ha scritte una donna per la quale Frank non ha e non ha mai avuto nessun interesse, con la quale non ha avuto nessuna relazione (benchè la cosa fosse possibile) e verso la quale ha dimostrato poco più di una generica gentilezza. Da lì inizia una serie di fiacche relazioni con donne che gli sono piuttosto indifferenti. Anche le sue amicizie hanno la stessa intensità delle relazioni sentimentali. Nei rapporti umani Frank si mostra cordiale e spesso finge sentimenti e empatia che non prova. Tutto sommato si avverte un certo fastidio per la presenza altrui, la sola persona che vorrebbe intorno è la ex moglie. Solo nei suoi confronti non si avverte quel senso di pesantezza e di indifferenza. Con lei è abbastanza sincero ma non tanto da fare qualcosa per indurla a voltarsi indietro. Frank è uno scrittore ma ha smesso di scrivere dopo il primo romanzo e ora fa il giornalista sportivo per lo stesso motivo per cui ha stanche relazioni invece che fare qualcosa per rimettere in piedi la sua famiglia. Nel libro non c’è tanto una trama vera e propria quanto una serie di dialoghi con i vari personaggi: amanti, amici, ex moglie finalizzati a riflettere sulla vita, e la vita di Frank è una vita vissuta con indifferenza e superficialità, priva di stimoli e colma di rimpianti sbiaditi per quello che avrebbe potuto essere ma che non è stato, incapace di superare il lutto della scomparsa del figlio, in un turbinio di cinismo di cui Bascombe è consapevole ma incapace di liberarsi. La prosa è eccellente e Ford scrive benissimo, a volte però perdendosi nei meandri di troppe riflessioni  e in una mancanza cronica di azione, probabilmente voluta dallo stesso autore per raggiungere l’obbiettivo di radiografare la passività e il cinismo della società americana.

DESCRIZIONE

In un normale week-end di Pasqua, Frank Bascombe – un uomo ancora giovane che ha rinunciato al mestiere di scrittore per diventare giornalista sportivo – incontra la sua ex moglie sulla tomba del loro primogenito, Ralph, come usano fare in occasione del suo compleanno da quando è morto. Bascombe, prima della tragedia e del conseguente divorzio, si era sistemato, aveva preso moglie e si era trasferito in una grande casa nella piccola città di Haddam, in New Jersey. Desiderava una vita piacevole, tranquilla nelle sue ripetitive abitudini. Gli eventi però lo obbligano ad affrontare nuove e impreviste, talora drammatiche, situazioni. Bascombe si attiene ai nudi fatti, narra con levità e ironia, ma dovrà rivedere il suo passato considerando sotto un’altra luce la banalità e quotidianità della propria vita.