Tutta la luce che non vediamo – Anthony Doerr #AnthonyDoerr

La lista è vita.

Schindler’s List

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Potrebbe apparire un po’ forzata ma leggendo questo libro, a mio avviso superbo, questa frase è risuonata spesso nella mia testa.
Eh già perché senza lista o senza la fortuna sfacciata di incappare in una recensione capace di attrarmi, questo libro non l’avrei forse letto.
Parto da una considerazione stilistica, capitoli brevi che adoro perché con tre figli che ti chiamano in continuazione o la cena da preparare e’ piu’ facile riprendere il filo del discorso, una scrittura molto chiara e capace di portarti la’ dove l’autore vuole senza mai cadere nel patetico, infine i salti temporali, seppur in un arco di tempo breve, rendono il tutto vivace e movimentato.
La storia è molto bella, si parla in parallelo della vita di Marie-Laure e di quella di Werner, lei ragazzina di dodici anni che vive a Parigi col padre ed è cieca a causa di una malattia e lui orfano che vive con la sorella in un orfanotrofio della Germania. La vita della prima cambierà quando, in seguito all’occupazione nazista, si dovrà trasferire a Saint-Malo col padre nella casa del prozio Etienne, personaggio bizzarro che da vent’anni non esce di casa, ossessionato dai fantasmi della guerra passata: qui Marie dovrà affrontare nuove sfide ed il buio della guerra.
Werner, invece, grazie ad una sua abilità speciale nell’aggiustare apparecchi elettronici, si troverà a frequentare l’accademia della Gioventù hitleriana dove verrà messo faccia a faccia con una realtà che non gli appartiene ma che, suo malgrado, lo porterà a diventare una pedina fondamentale per la caccia ai partigiani.
Non aggiungo altro, a voi il piacere di scoprire, se lo vorrete, dove li porterà tutto ciò .

Mariagrazia Aiani

Il posto – Annie Ernaux #recensione #AnnieErnaux

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Annie Ernaux è una (auto)-biografa davvero notevole. Per me lo conferma la lettura di questo Il posto, primo uscito di una ideale trilogia. Il secondo, Gli anni, è una  cavalcata di sette decenni di vita in cui l’autobiografismo è solo il grimaldello di ingresso alla visione sociale, culturale, esistenziale di tre generazioni alle prese con un mondo in continua mutazione. Infine, L’altra figlia, dolorosa confessione di un tormento collegato alla scoperta tardiva e reticente da parte dei suoi genitori dell’esistenza di una sorella maggiore morta a 6 anni.

Ne Il posto, forse il più riuscito dei tre nel difficile equilibrio fra memoria personale e racconto di vita collettiva, il meccanismo di innesco è la morte del padre, avvenuta mentre chi narra, in questo caso la scrittrice, è in visita ai genitori, ma ormai lontana fisicamente e socialmente da loro.
Un padre di condizione umile, prima contadino, poi operaio e poi commerciante-barista assieme alla moglie, attraverso il quale intravediamo il mondo circostante del paese natale dell’autrice (Yvetot nella Bassa Normandia) e da cui lei, progressivamente, facendosi adulta se ne distacca senza strappi dolorosi ma con la consapevolezza di una diversa maturità e di un avanzamento sociale, per quella generazione, del tutto naturale.

La capacità della Ernaux di ricreare i mondi passati, la memoria degli eventi piccoli e grandi, interni ed esterni alla famiglia che costruiscono le biografie di vita è stupefacente, perché ottenuta con progressivi essenziali elementi narrativi allo stesso tempo ricchi di dettagli e assolutamente sobri nella forma. La lettura non è mai faticosa ma scorre piana e coinvolgente come raramente capita nel leggere le biografie, perché davvero ci sembra di essere in quegli anni, in quei posti. Una scrittura che usa anche riportare come testimonianza le brevi frasi di buon senso comune o di antica saggezza che più di interi capoversi di ponderosi saggi sociologici danno il senso di come si viveva, di cosa si pensava, della scala di valori e di convinzioni. Un mondo contadino e piccolo-borghese che potrebbe oggi farci sorridere se non avessimo sotto gli occhi il disastro sociale, l’insicurezza e le disuguaglianze sociali con le quali le generazioni nate da quel mondo si devono confrontare e che nessuno sa come contrastare.

Renato Graziano