Gli anni al contrario, Nadia Terranova

Vorrei spiegarvi cosa mi ha spinto a leggere *Gli anni al contrario* di Nadia Terranova.
Primo: la conoscenza personale, e per conoscenza intendo la stima e l’affetto che capita quando segui qualcuno su twitter e scopri che non è un mitomane ma una bella persona.
Secondo: l’editore, perché pubblica ciò che compro più volentieri da tanti anni e forse sarà un caso.
Terzo: la copertina, così semplice eppure significativa.

Ora cerco di spiegarvi perché mi è piaciuto: è ambientato a Messina tra gli anni ’70 e ’80, e segue due giovanissimi che si innamorano, si sposano e si riproducono.
Mentre lei lavora, paga i conti e compra i romanzi alla figlia, lui va per il mondo cercando giustizia e pace nella lotta armata e nell’eroina.
Io non dico di più.
Voi leggetelo e ditemi se avete pianto e riso come me.

Daniela Quartu

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I Malavoglia, Giovanni Verga

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Tre libri ho letto dall’inizio dell’anno. Al di sotto della vostra fantasmagorica media, ma insomma, non è neanche finito Gennaio (la maestra mi ha insegnato che i giorni della settimana e i mesi si scrivono con l’iniziale maiuscola, me lo confermate?).

1. I Malavoglia di Giovanni Verga
2. Undici per la Liguria
3. Gli anni al contrario di Nadia Terranova

Il primo lo conoscete tutti, non ve lo devo certo spiegare io. Tuttavia, qualcuno qui – giustamente – glorificava Il conte di Montecristo che io conosco solo grazie a Radio3, perché la scuola non mi ha dato occasione di incontrarlo. Dunque potrebbe essere capitato anche a voi di non esservi imbattuti in un classico importante: se putacaso non l’avete letto, leggetelo, perché è un romanzo incredibile che vi darà un grande fastidio, e tuttavia vi piacerà.

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Ora vi parlerò di Undici per la Liguria. Una bieca operazione commerciale? NO. Si tratta di un librino che costa solo 6 euro in cui trovate undici racconti di scrittori liguri il cui ricavato va a una scuola genovese danneggiata dall’alluvione. Quale alluvione? Bella domanda. Una a caso negli ultimi mesi.
I racconti sono ispirati alla pioggia, alla fragilità del territorio, alla solidarietà; altri sono stati donati senza apparente correlazione al tema dominante: tuttavia, sembra che ognuno parli delle paure universali di tutti noi.
Se come me leggete sul tram, e non temete di avere i lucciconi in pubblico, è proprio adatto a voi.
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Gli anni al contrario di Nadia Terranova: qui ci vuole una riflessione più articolata.
È uscito in questi giorni, forse ne avrete letto sui giornali o altrove,
Io vorrei dirvi tante cose, ma, vi giuro, non posso spingermi troppo. Ho letto già troppe recensioni che scoprono la trama, e questo non mi piace.
Quando vado a vedere un film che mi intriga, salto di proposito i commenti e le stelline.
Aspetto un po’ per scriverne. Intanto, voi, compratelo: non ve ne pentirete, perché è bellissimo.

Daniela Quartu