Mattatoio n. 5 – Kurt Vonnegut #Vonnegut #guerra

I bei libri, quelli belli per davvero, hanno un messaggio così universale che sembrano sempre appena scritti. A prescindere dal linguaggio più o meno desueto e da chi li ha scritti. I bei libri, certi bei libri, parlano sempre la stessa lingua.

“E’ così breve, confuso e stonato, caro Sam, perché non c’è nulla di intelligente da dire su un massacro. Si suppone che tutti siano morti, e non abbiano più niente da dire o da pretendere. Dopo un massacro tutto dovrebbe tacere, e infatti tutto tace, sempre, tranne gli uccelli. E gli uccelli cosa dicono? Tutto quello che c’è da dire su un massacro, cose come “Puu-tii-uiit?”

Ho detto ai miei figli che non devono, in nessuna circostanza, partecipare a un massacro, e che le notizie di massacri compiuti tra i nemici non devono riempirli di soddisfazione o di gioia. Ho anche detto loro di non lavorare per società che fabbricano congegni in grado di provocare massacri, e di esprimere il loro disprezzo per chi pensa che congegni del genere siano necessari.”

Marta Gi

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Mattatoio nr.5 – Kurt Vonnegut

“Mattatoio n. 5 è considerato un’opera-chiave del pacifismo moderno e un racconto sul valore effimero dell’esistenza. Il sottotitolo (La crociata dei bambini) non si riferisce solo alla famosa Crociata dei Bambini del 1212, ma alla guerra stessa, in cui potenti uomini anziani decidono di far la guerra mandando dei “bambini” a morire al posto loro”.

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Nonostante qua dentro sia una verità più o meno universalmente riconosciuta che i classici non si recensiscono, perchè tutto sommato non siamo in grado di farlo e in fondo che potremmo mai noi poveri tapini aggiungere a centinaia di anni di recensioni anche illustrissime, spiezzo la regola per Mattatoio nr.5.

Spesso sento amici di lettura dire – in genere con rammarico – che hanno letto pochi classici, perchè dal di fuori hanno la reputazione di esser libri “pesi”: poi non lo capisco, ci impiego troppo, sono lunghi, la scrittura è impegnativa, c’è troppo da riflettere, alla sera voglio rilassarmi non macinare tre pagine in un’ora perchè non arrivo a comprendere il sottotesto. Questo è spesso vero, non lo nego, ma Mattatoio nr. 5 è un libro che si legge bene, scorre veloce, e non deve spaventare per nessuno dei suddetti motivi.

La scrittura è eccellente, ovvio, e la trama solo apparentemente semplice: tuttavia non si finisce mai impantanati in faticose digressioni, fa riflettere senza caricare sul gobbo quelle paturnie esistenziali che, ammettiamolo, a volte fanno sì che un grande classico non sia un libro propriamente leggero.

Quindi se siete come me e a volte provate un certo timore reverenziale per certi sublimi autori e non avete il coraggio di avvicinarli e da lettori questo in fondo vi spiace, vi assicuro che Vonnegut in questo libro non vi allontanerà da sè: vi affezionerete a Billy Pilgrim, soldato americano disorientato, fatalista, e male addestrato che odia la guerra e si rifiuta di combattere, e alla sua vita strampalata e ai suoi viaggi nel tempo, che veicolano il semplice e potente messaggio che ogni guerra è stupida e ingiusta, e che a farne le spese sono sempre e soprattutto gli innocenti.

Lorenza Inquisition