Joshua Kadison – 17 modi di mangiare il mango

17

Quand’è che un bambino si rende conto di non essere Picasso? O che non è esattamente Mozart? Credo che quelli siano i momenti più tristi nella vita. Credo di essermi molto lentamente, impercettibilmente, inconsciamente preparato a essere normale. Ho imparato a ‘scendere dalle nuvole’. Ho iniziato a ‘diventare serio’. Tutti quei prodigi, tutti quei sogni… Com’è che diventano mere visioni infantili, cose a cui rinunciare e per le quali siamo diventati troppo grandi?
Solo per una volta vorrei fare una scelta non basata sulla “cosa più saggia per il tuo futuro”.

Joshua Kadison – 17 Modi di Mangiare il Mango

Libro che ho iniziato a leggere al Vespino dentro la pancia di mia moglie e che ho finito di leggere ad Alessandro, splendido bimbo di 8 giorni 🙂

L’avevo letto qualche anno fa, preso per qualche lira in una bancarella, incuriosito dal titolo e dal fatto che l’autore era (è) un cantautore americano di discreto successo negli anni ’90.

E’ un finto diario di un botanico inviato in una misteriosa isola in mezzo a un oceano per conto di un’industria alimentare per verificare la fattibilità di installare una fabbrica per la trasformazione del mango.
Durante la sua permanenza conosce Katchumo, il vecchio del villaggio, che gli fa un po’ da maestro di vita e gli insegna questi fantasiosi 17 modi per mangiare il mango.

Massimo Arena

Bill Bryson – America perduta

10629681_10204684468381853_7588938596923508625_n

Questo divertente e politicamente scorretto libro è il resoconto del viaggio intrapreso da Bill Bryson attraverso gli Stati Uniti. A qualche tempo di distanza dalla morte del padre, Bill decide di tornare negli USA dall’Inghilterra, dove ormai si è stabilito da parecchi anni, per ripercorrere gli itinerari vacanzieri della sua infanzia e per ritrovare la stessa spensieratezza dell’epoca.
Ovviamente, a trent’anni di distanza è difficile ritrovare le stesse situazioni e rivivere le stesse emozioni; così, si capisce un po’ perchè Bryson abbia deciso di lasciare gli USA per il vecchio continente.
Mi viene naturale fare un parallelo con “Strade Blu” di William Least Heat-Moon, letto solo pochi mesi fa; entrambi sono racconti di un viaggio reale fatto in solitaria ma laddove quello di Least Heat-Moon è un racconto romantico quello di Bryson si scopre essere un esilarante narrazione da parte di un uomo di mezza età brontolone a cui non piace nulla o quasi di quello che vede, tanto che mi viene da pensare che, probabilmente, un lettore che non sapesse nulla di nulla degli USA non sarebbe invogliato a visitarli in seguito alla lettura di “America Perduta”.
Nota di demerito per la traduzione, alcune cose che ho controllato erano totalmente sbagliate.

Massimo Arena