Stephen King, Mr. Mercedes

“Hodges has read there are wells in Iceland so deep you can drop a stone down them and never hear the splash. He thinks some human souls are like that.”

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Comincerò con una serie di premesse che fanno chic e non impegnano.

1. Se non avete mai letto niente di King, non cominciate da questo. Rimarreste con la falsa impressione che sia un bravo scrittore di thriller, ma il suo vero genio è altrove.

2. Se avete letto tanto di King, potrebbe non piacervi perchè mancano del tutto elementi fondamentali del Maestro: il soprannaturale, il vero Male, l’odio, la malevolenza, l’ingiustizia. Manca anche il rock’n’roll, ciò non è bello.

3. Se siete Fedeli Lettori, vi piacerà, perchè è il Re. Magari non lo amerete, ma vi piacerà.

Restano alcuni fattori che rendono il libro molto gradevole: un inizio col botto, un vero cattivo, il Bene, tre quattro protagonisti ben fatti e ben costruiti, un finale senza botto (ah ah) ma con una certa anzia, e suspanz a volte altissima. Poi siam qua a dire sempre le solite cose: è di King, quindi è scritto bene, quindi il cattivo è cattivo ma poi leggi la sua storia e dici minchia papà, i buoni vorresti averli come vicini di casa, il cane Odello pure, poi c’è la riflessione sulla morte e sull’animo umano che in fondo salva metà del libro.

Se non avessi saputo che era King, gli avrei dato un 4. Sapendo che è King, gli do un tre ma forse sarebbe giusto un due. Ma io gli do tre su cinque e zitti.

 

finders keepers

George Pelecanos, The Cut

George Pelecanos su Amazon

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Pelecanos per me è stato un auto-buy per molti anni: qualsiasi cosa uscisse, dovevo averla. Ha prodotto e scritto diversi episodi di una delle serie poliziesche più belle del decennio scorso, The Wire. E ha scritto thriller veramente buoni, con personaggi mai scontati, dialoghi alla Elmore Leonard, riferimenti di cultura pop, storie nere a volte lente ma mai banali. Ambienta sempre le vicende dei suoi libri nei quartieri popolari di Washington DC, al di là della facciata dei palazzi governativi e del potere: piccole villette di proprietà, ristoranti e negozi etnici, chiese e centri per la gioventù, autofficine, negozi di pegni e di liquori, bar e piccoli negozi lontani dai centri commerciali, quartieri residenziali dove la gente vive, lavora, studia, prega, si preoccupa per la comunità. I suoi detectives hanno sempre fortissimi legami con la propria famiglia, le tradizioni, il luogo in cui sono cresciuti. Poi ci sono i quartieri poveri e difficili, quelli del traffico di armi e droga, quelli che rendono la Capitale una delle dieci città più violente degli Stati Uniti, quelli della feccia della società.

I protagonisti di Pelecanos sono uomini duri, in genere ex militari diventati investigatori, con codici morali seri ma non implacabili. Fumano a volte spinelli, possono avere qualche precedente in gioventù per furtarelli o bravate da ragazzi, non disdegnano di frequentare i bassifondi. Rigano dritto, ma non è sempre stato così.

Il personaggio principale di The Cut, in italiano E’ la notte che vince (ma perchè???) edito da Piemme, è Spero Lucas, l’ultimo in ordine cronologico creato da George Pelecanos, e mi spiace dirlo, ma non gli è riuscito molto bene. Ha una serie di difetti che in teoria dovrebbero armonizzarsi insieme per renderlo un perfetto eroe imperfetto, e che invece lo disegnano come un totale cazzone: accetta un lavoro per un trafficante di droga ma non è un problema, in fondo il lavoro è lavoro. Quando poi le cose vanno un po’ a puttane, ci rimane quasi male; era un trafficante di droga, non me lo aspettavo! Esce con una ragazza ma non ha problemi ad andare a letto tutte le altre donne che incontra, salvo stupirsi quando la ragazza semi-fissa lo molla definitivamente; ma cara lo hai detto anche tu che non era una roba seria! Seria no, un po’ di rispetto sì però dai. E’ un ex-marine arruolatosi molto giovane, di conseguenza perdendosi gli anni in cui i suoi coetanei vivevano con spensieratezza maturando col tempo. Lucas invecchia di diverse vite nel giro di un anno, e quando torna alla realtà civile, come spesso succede, è fuori posto dappertutto se non in mezzo agli altri ex commilitoni. Non vuole più studiare, non vuole fare l’impiegato, non vuole ri-arruolarsi. Quindi accetta qualche lavoro da avvocati o, come nel caso di questo romanzo, clienti di avvocati, e cerca di capire se può ricavarci una carriera. E commette anche parecchi errori, salvo alla fine risolvere in tutto in perfetta machitudine. BAH. Proprio poco riuscito. Giudizio, da 1 a 5: due palle.

Se non avete mai letto niente di Pelecanos, buttatevi su qualsiasi cosa con Derek Strange o Nick Stefanos come protagonisti. Fidatevi neh!

Lorenza Inquisition

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