Marc Augè, Tra i confini – città, luoghi, integrazioni

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“Viviamo in un’epoca in cui si creano dei grandi spazi economici, si disegnano dei grandi aggregati politici…e in cui, contemporaneamente, crollano imperi, si esacerbano i nazionalismi e in cui, su scala più ridotta, si moltiplicano i musei locali, la rivendicazione di lavorare nel proprio paese. A volte si parla, a questo proposito, di crisi di identità. ma questa è, per parlare più propriamente, una crisi dello spazio e una crisi dell’alterità. Era la stabilità dell’altro che rendeva l’identità concepibile e facile…Oggi la categoria dell'”altro” si è offuscata. Ma ciò non vuol dire che lo chauvinismo, il razzismo o lo spirito di classe siano scomparsi. Si potrebbe suggerire anche che, al contrario, per l’offuscarsi dei segni, questi possono conoscere espressioni particolarmente aspre. Non riuscendo a pensare l’altro, si costruisce lo straniero.”

Lazzìa

Donna Tartt – Il piccolo amico

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in linea con la compulsività che mi contraddistingue quando mi innamoro di uno scrittore nuovo e che impone lo spippolamento dell’opera omnia, eccomi di nuovo con la Tartt. Lei mi ha fatto vincere facile, avendo pubblicato solo 3 libri TRE in tutto, questo piccolo amico è il suo secondo in ordine cronologico e quello che meno mi è piaciuto.
Una bambina cui, quando era molto piccola, era morto il fratellino in circostanze misteriose, si mette alla ricerca dell’assassino. La scrittura della mia nuova amica mi piace assai ma sto libro non mi ha convinto.
Mia personale graduatoria: Cardellino primo assoluto; a seguire Dio di illusioni; terzo classificato il piccolo amico ma con notevole distacco…

p.s. me sta coperta comunque mi fa paura.

Lazzìa