Roddy Doyle, La musica è cambiata

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che poi il personaggio principale è quel Jimmy Rabbitte dei nostri amati committments, solo invecchiato (e che m’envecchio solo io, ahò??), sempre cazzone ancorché malato. Un bel tot di malinconia ma lo spirito quello c’è. Resta la passione per la musica. E quando c’è questa passione (la so, eh se la so) si compiono imprese anche in tarda età che voi umani, ah…

Lazzìa

James Salter – Tutto quel che è la vita

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Poichè da qualche parte (dove? quando? ma soprattutto: perchè??) avevo letto entusiastiche recensioni sul “nuovo romanzo ammerecano” che come l’araba fenice risorge dalle ceneri ed esce grossomodo nello stesso periodo tutta na sfilza di capolavori che atterrano il lettore come na combinazione di colpi messi a segno (diretto sulla faccia il cardellino, montante il figlio; gancio destro tutto quel che è la vita; gancio sinistro i lanciafiamme) io me dico namo, famose mette al tappeto.

e partiamo con le gesta di Philip Bowman, che coprono l’intero arco della sua vita. Giovane sottotenente della marina durante la seconda guerra, studia, vuole diventare giornalista e diventa invece editor, si sposa, si separa, si innammora, viaggia, si piglia, si lascia, compra na casa, la perde, New York, Parigi, Londra, belle case, belle donne, bei cani.

eh, e quindi? no per carità, scritto bene è scritto bene, una prosa perfetta ed elegante (come direbbe qualcuno che ce capisce). ma quindi? ho pensato ad un altro romanzo che accompagna la vita di un uomo, Stoner. e vabbè, non c’è battaglia. questo l’ho trovato freddo che aiutateme a dì freddo. non c’avrò capito niente ma dalla rinascita del nuovo romanzo americano io questo lo casso, veloce veloce. me ne restano due, daje.

Lazzìa