Francis Scott Fitzgerald – Tenera è la notte

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Arrivo al traguardo del trentesimo libro dell’anno con Fitzgerald. Se devo essere sincera, ho acquistato Tenera è la notte perché la protagonista femminile ha lo stesso nome della mia amatissima gatta, non per la trama descritta in quarta di copertina, ma devo dire che il libro mi è piaciuto abbastanza! La giovane Rosemary, attricetta in vacanza in Francia, frequenta un gruppo di ricconi americani, tra i quali i coniugi Diver. La giovane, inesperta e un po’ sciocchina, finisce non solo di innamorarsi del Sig. Diver (non svelo nulla di eclatante, l’amore scoppia nelle prime 30 pagine) ma rimane anche affascinata dal mondo di facciata di questi ricconi e poi scottata (perché è tutto un mondo di illusioni fatto di corruzione e volgarità). Rosemary crescerà e imparerà, mentre diversa evoluzione avrà la vicenda del Sig. Diver di cui ovviamente non posso parlare, pena spoileraggio!

“Si scrive di cicatrici guarite, un parallelo comodo della patologia della pelle, ma non esiste una cosa simile nella vita di un individuo.
Vi sono ferite aperte, a volte ridotte alle dimensioni di una punta di spillo, ma sempre ferite.
I segni della sofferenza sono confrontabili piuttosto con la perdita di un dito o della vista di un occhio.
Possiamo non perderli neanche per un minuto all’anno, ma se li perdessimo non ci sarebbe niente da fare.”

Ivana Vignato

Mattatoio nr. 5 o La crociata dei bambini – Kurt Vonnegut

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Avevo comprato questo libro tanti anni fa e poi a causa di innumerevoli traslochi era finito impolverato nella libreria dei miei, dimenticato.

Romanzo di condanna alla guerra, narra delle vicissitudini Billy Pilgrim che durante la seconda guerra mondiale viene fatto prigioniero dai tedeschi durante il bombardamento di Dresda (come accadde a Vonnegut). Fin qui niente di strano ma l’autore inserisce anche l’elemento fantascientifico: Pilgrim ha la facoltà di viaggiare nel tempo (il perché e come lo si scoprirà!), e nel libro vengono narrati episodi della sua vita in ordine sparso, così come li vive lui, fino a vivere diverse volte il giorno della propria morte (senza preoccuparsene più di tanto, alla fine!).
Il libro si legge in un soffio e mi piace che Vonnegut, attraverso l’utilizzo dell’elemento fantascientifico, abbia raccontato, con humor nero che tanto mi piace, l’assurdità della guerra.

Ivana Vignato

Mattatoio n° 5 o La crociata dei Bambini (Slaughterhouse-Five; or, The Children’s Crusade: A Duty-Dance With Death) è un romanzo di Kurt Vonnegut del 1969. Il libro è una testimonianza dell’autore sulla propria prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale e sul bombardamento di Dresda.

Mattatoio n. 5 è considerato un’opera-chiave del pacifismo moderno e un racconto sul valore effimero dell’esistenza. Il sottotitolo (La crociata dei bambini) non si riferisce solo alla famosa Crociata dei Bambini del 1212, ma alla guerra stessa, in cui uomini anziani decidono di far la guerra mandando dei “bambini” a morire al posto loro.

Vonnegut è stato candidato ai due maggiori riconoscimenti della letteratura fantascientifica, il Premio Hugo[1] e il Premio Nebula[2].