Dan Brown vs Neil Gaiman #NeilGaiman

« Avvertenza per i viaggiatori. Non è una guida, questo libro, ma un’opera narrativa, e sebbene nella narrazione emerga una geografia degli Stati Uniti che non è completamente inventata – molti luoghi esistono e vi sono sentieri che possono essere percorsi o tracciati – mi sono preso qualche libertà, meno di quelle che si potrebbe pensare, però me le sono prese. Non ho chiesto a nessuno autorizzazioni a inserire attrazioni turistiche che esistono davvero […] Di altri luoghi, invece, ho cambiato l’ubicazione […] Chi vuole potrà provare a cercarle, e magari le troverà. […] Soltanto gli dèi sono reali. »

Dopo parecchi anni dalla prima pubblicazione ho voluto riprendere in mano i libri di Dan Brown e cioè il Codice da Vinci e Angeli e demoni. Ricordo che quando li lessi la prima volta fui assolutamente coinvolta nella trama e li lessi assolutamente di un fiato.

ora mi sembrano una (a volte imbarazzante) accozzaglia di interpretazioni tra l’esoterico e il “cazzuto”, mi fanno sorridere ma non mi divertono.

morale: non rileggere un libro che non hai sedimentato ma solo letto.

fatto questo pistolotto iniziale volevo consigliare American gods, di Neil Gaiman. Lo trovo divertente, ben scritto, un po’ fuori dal normale e mi è piaciuto davvero molto.

la trama è  Fantasy, ed esattamente una storia imperniata sui vecchi dei di tutte le diverse culture e religioni, importati in America dagli emigranti che nei secoli hanno lì trapiantato le loro credenze. Da lì si snoda l’intera vicenda, quando il protagonista Shadow, ingaggiato dal signor Wednesday come guardia del corpo, scopre che dietro il signor Wednesday si cela in realtà il dio nordico Odino che vuole riunire tutti gli antichi dèi per una grande guerra contro le nuove moderne divinità, che vogliono prendere il loro posto nelle coscienze umane.

Bellissimo libro. punto!

ps. amo Gaiman

Nicoletta

Cuccette per signora – Anita Nair #AnitaNair #India

cuccette_signora

Cuccette per signora è un buon libro, che fino a più della sua metà giudicavo un gran buon libro; purtroppo nell’ultimo racconto ha perso molto, mi ha dato quella sensazione di stare leggendo qualcosa che non c’entra niente col resto, scritto poi così male da tirarti fuori dalla storia. Ed è purtroppo vero che se un libro parte male ma poi si riprende, lo giudichi positivamente, quando invece un romanzo nella parte finale svacca ti compromette inevitabilmente tutto il giudizio globbale. Rimane senz’altro un libro da tre stelle su cinque, anche qualcosa in più.

La struttura è quella di un romanzo che si svolge intorno a una serie di racconti, con il pretesto di un viaggio notturno in treno. Incontriamo Akhila, la protagonista: nubile, 45 anni, impiegata all’Ufficio Imposte. Una donna che non ha mai potuto vivere la propria vita, è sempre stata la figlia, la sorella, la zia, la persona che si occupa della famiglia portando a casa lo stipendio dopo la morte prematura del padre. Fino al giorno in cui compra un biglietto di sola andata per una località balneare, un viaggio da sola, inconcepibile per una società dove la parità fra i sessi non esiste e una donna nubile di 45 anni è ormai inutile agli occhi del mondo. Nello scompartimento notturno che condivide con altre cinque donne, Akhila trova il coraggio di chiedere loro quale sia il senso del matrimonio, di associare la propria vita a quella di un uomo sconosciuto quasi sempre imposto dalla famiglia, e se abbia comunque un significato la vita di una donna che non si marita. Come spesso succede nei viaggi, si instaura uno speciale cameratismo fra queste sei sconosciute, che per tutta la notte parleranno e si confideranno l’una con l’altra con grande naturalezza e semplicità.

Il tema generale di questo libro è interessante, soprattutto nell’ottica della società indiana del Sud di una quindicina di anni fa (il libro è stato pubblicato nel 2001), che ne emerge a tinte ben descritte, a volte decisamente sgradevoli e offensive per la mentalità di una donna occidentale: una moglie non può chiedere al proprio marito di usare dei contraccettivi perchè non vuole subito dei figli senza che questi ne risulti addirittura nauseato, una donna può ambire a una carriera universitaria o professionale solo fino a un certo punto perchè tanto poi la famiglia combinerà un matrimonio e a quel punto tutto deve fermarsi, una bambina non può prendere da sola l’autobus per andare a scuola perchè non si sa cosa potrebbe succederle, e se non c’è nessuno che se ne occupi starà quindi a casa senza studiare.

Ciascuna delle sei donne presenti in questo viaggio racconta la propria storia con una voce differente, e tutto sommato la scrittrice riesce a veicolare l’impressione di diverse persone che parlano e si raccontano. Solo in un paio di casi, in particolare l’ultimo, non mi sembra ci sia riuscita bene, ed è un peccato. Questi momenti più negativi sono però compensati da come riesce a scrivere di altri personaggi, in particolare il padre della protagonista e Margaret, l’insegnante di chimica, che sono davvero ben delineati e descritti magistralmente, e rimangono a lungo nei tuoi pensieri anche dopo che hai chiuso il libro.

Lo consiglio perchè c’è molta India quotidiana, poco Bollywood e niente Passaggio in India. Ci sono la religione e il maschilismo nella quotidianità, i diversi tipi di sari e i piatti di tutti giorni, quello che si risparmia per una vita per comprare le doti alle figlie, l’olio da spalmare sui capelli e andare al cinema al sabato mattina da giovanette perchè all’uomo piace una ragazza che sa sostenere una conversazione, ma non deve essere civetta o volgare, e infine la famiglia, questo fardello indiano tentacolare e irrinunciabile che deve sempre intromettersi in ogni singolo aspetto della vita di un uomo o di una donna: madri, fratelli, nuore, suocere, zii e padri, sempre presenti, sempre a dire la loro, che siano convocati o no. Imprescindibili, soffocanti, e in fondo (a volte mooolto in fondo) rassicuranti, perchè sai che nel bene e nel male, con loro alle spalle non dovrai mai affrontare nulla da solo, nella tua vita.

Lorenza Inquisition

Descrizione

Se la nuova narrativa indiana è oggi tra le più amate e lette del mondo è grazie a romanzi come “Cuccette per signora”. Una indimenticabile protagonista, Akhila, senza marito né figli, senza casa né famiglia. Una donna affamata di vita ed esperienza, con un biglietto di sola andata e un posto a sedere nello scompartimento riservato alle signore di un treno in partenza da Bangalore. Qui incontrerà cinque straordinarie compagne di viaggio, e girando la schiena al suo mondo punterà lo sguardo in direzione di una meta nuova e lontana, in una ricerca in cui è la vita ordinaria, con le sue speranze e le sue disperazioni, i sogni e le disillusioni, a diventare una poetica avventura.