Le notti bianche – Fedor Dostoevskij #Lenottibianche

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“Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili ed irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all’anima!”

Siamo a teatro. Panchina, due protagonisti, luci basse, è sera, è notte.

Per la precisione, quattro notti. Indimenticabili, per entrambi.

Per lei, che soffre a causa di un uomo che si fa attendere, troppo, un uomo razionale, che non la stringe, non la bacia, fregandosene di tutto il resto, bensì si mette lì a ragionare con la calcolatrice, non mi bastano i soldi, non sono ancora economicamente stabile nè ancora forse pienamente coinvolto da te, ci vuole un anno, per darti la mia risposta definitiva, e forse dopo l’accendiamo.

Ma soprattutto per Lui, e metto la maiuscola, il Sognatore, l’Eroe. Quello che si rintana dentro se stesso, nel suo angolino più remoto, con la sua anima a fargli da pareti, una tartaruga nel suo guscio, a cui aderisce sempre di più, col tempo che passa, più conosce la vita esterna più decide che non possa fare al caso suo, più conosco gli uomini più amo le tartarughe, insomma.

La vita è troppo mediocre, meglio l’immaginazione, dove tutto è come deve essere, esaltante, e tu sei perfetto e gli altri sono tutti adatti e precisi, come devono essere. E l’immaginazione è talmente potente, trascinante, che Lui non capisce quasi più i confini tra questa e la realtà, non sa più se sia il mondo onirico, quello vero, talmente forti sono le emozioni che prova.

“Perché in quei momenti già inizia a sembrarmi che non sarò mai capace di cominciare a vivere una vera vita; perché ho già avuto l’impressione di aver perso ogni misura, ogni senso della realtà, della autenticità; perchè infine ho maledetto me stesso; perché dopo le mie fantastiche notti mi capitano ormai momenti di ritorno alla realtà che sono terribili. Nel frattempo senti rumoreggiare e turbinare in un vortice vitale una folla di gente intorno a te, senti, vedi la gente vivere, vivere nella realtà, vedi che la vita per loro non è proibita, che la loro vita non si dilegua come un sogno, come una visione…”

Dosto. Il più grande esploratore dell’animo umano, delle sue passioni e di quello che accade quando queste si incontrano, anzi si scontrano con la realtà, con la società. Il disagio di vivere, oggi così vivo, come tema, ma già sentito ai suoi tempi. Un delicatissimo anticipatore e psicologo.

Struggente, malinconico, romantico, poetico in quasi tutti i passaggi e descrizioni, siamo in quella città, sentiamo e vediamo le strade, siamo in un quadro. E siamo in Lui, ne sentiamo perfettamente la sofferenza, gli alti e bassi del suo animo, le speranze subito sopraffatte dalla realtà, la sua corsa a rifugiarsi in se stesso e nei suoi sogni, per non perire in un lago di dolore:

“Io non posso non venire qui domani. Sono un sognatore; ho una vita reale talmente limitata che mi capitano momenti come questo, come adesso, tanto di rado che non posso non ripercorrere questi momenti nei miei sogni. Sognerò di voi l’intera notte, l’intera settimana, tutto l’anno. Verrò immancabilmente qui domani, proprio qui, in questo stesso punto, proprio a quest’ora, e sarò felice ricordando il giorno passato”.

Un solo varco. L’incontro con una ragazza. La sola possibilità di mostrarsi per come si è. La meraviglia di quel che accade quando incontri un’anima che ti è affine, che ti capisce, e, anche se non riesce a farlo, comunque ti tiene accanto, sente il tuo dolore e se ne fa carico, come della tua gioia. I dialoghi sono cosìintensi da sembrare che i due siano colpiti da una febbre, un’ansia di donarsi, di mostrarsi, di confidarsi, disentirsi importanti l’uno per l’altra.

Ancora una volta poi la realtà arriva, e travolge, spezza, sventra le illusioni.

E’ paradossale, o forse no, forse è significativo, che l’unico personaggio che sogna, che vive al di fuori della realtà, riesca a fare l’unico gesto davvero Reale, vivo, fattivo, altruista, in tutto il romanzo, un gesto che gli costa la sconfitta.

E siamo qui a sperare che Lui, da sconfitto, riesca a tornare nel suo guscio rivivendo i sogni allo stesso modo di prima dell’incontro con lei, che sopravviva, che quel breve spazio di luce lo accompagni e gli dia forza, invece che affondarlo definitivamente, se lo merita. E forse molti di noi ci auguriamo che un breve attimo di luce riesca a darci la spinta per affrontare i tanti tunnel della vita. Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?”

Carlo Mars

il Dosto

To call Fyodor Dostoevsky a genius may indeed be an understatement. Decade after decade, his literary brilliance continues to capture the hearts and minds of millions. Because of his legacy and intense, storied commentaries on religion, philosophy, and psychology, Dostoevsky may have been one of the most important and influential writers that ever lived.

After all, it was Einstein that said: “Dostoevsky gives me more than any scientist, more than Gauss.”

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Luca Pengue Delitto e Castigo è superbo.

Lorenza Inquisition sì ma tardi, intorno ai trent’anni, prima non ero pronta.

Federica Giancane Io delitto e castigo! Ma lo vorrei rileggere. Avevo 17 anni (ora ne ho 26)

Erika Maratea Dico proprio come cultura non la conosco e mi è difficile leggerlo.

Federica Giancane All’inizio ho avuto difficoltà (dato il tema trattato, la cultura e la mia giovane età). Dopo ho integrato e a me è piaciuto moltissimo!

È lo stesso discorso per la letteratura giapponese. Culture diversissime dalla nostra

Fabio Luigi Nappi DELITTO E CASTIGO ma anche L’IDIOTA e I FRATELLI KARAMAZOV, per me il più grande romanzo di sempre!!!

Andrea Aletto Delitto e Castigo sono una valanga di pagine ma… dopo le prime cento voli! Per me Dostoevskij è un genio assoluto – ed era capace di scrivere pure racconti brevi, come Il giocatore! Poi è vero, il mondo russo, specie quello dell’800, è molto diverso dal nostro. Può affascinare oppure no.

Raffaella Giatti Meraviglioso il Dostoevskij, l’età giusta per leggerlo secondo me è dopo i 30, l’Idiota forse è quello da cui cominciare.

Emanuele Pintore l’idiota, i demoni e il giocatore….letture bellissime

Diegoliano Zetti Strano popolo i russi: hanno una preoccupazione e viene loro la febbre…

Ho letto Delitto e castigo, L’idiota, Il Dottor Zivago, Le anime morte, Il maestro e Margherita e altri minori, tolto Pasternak gran parte mi sono piaciuti.

Ernesto Valerio Ho avuto la fortuna di leggere il grosso della sua produzione così come quella dei principali interpreti del mondo russo: da Puskin a Gogol, a Lermontov a Cechov e Tolstoj, ecc. Direi che la loro gestione narrativa del tempo e delle emozioni, dei luoghi e delle persone, la filosofia sulla loro terra e la propria storia, sia stata te le migliori insegnanti della mia prima post adolescenza, quando lessi il grosso dei tomi. Penso sia dovere di ogni lettore legger loro quanto più possibile.

Ernesto Valerio Ps. Di Dosto, direi su tutti Il giocatore. Di Gogol, Le anime morte. Di Lermontov, Un eroe del nostro tempo. Di Puskin, La figlia del capitano.

Barbara Chiari Ho letto Delitto e castigo quando ero all’Università (anni lontani …); ricordo un’esperienza intensissima, non riuscivo a staccarmene. Oggi purtroppo non mi capita quasi più di vivere esperienze di lettura di tale forza.

Stefano Chinaski Tavelli Ho letto “Il giocatore” leggerò sicuramente qualcos’altro di Dostoevskij.

Victor VonDoom Beh certo. Tutto Dosto.

Lorenza Inquisition Massì diamogli del tu!

Alessandro Dalla Cort eccomi. Letto recentemente anch’io (3-4 anni fa), non credo si possa leggere un autore come lui decentemente senza prima aver letto un bel po’ di roba. Comunque non scrivo giudizi perché ho il timore di risultare ridicolo, ma uso le parole di una delle più belle canzoni di Bubola :

“avrei voluto diventare Dostoevskij

per curvare le parole

per ogni piega

ogni distanza

ogni ricordo

che ci scardinava il cuore ”

Paola Castelli Letto anche io intorno si trent’anni. Mi ha stordita. È un genio. Punto.

Manuela Raitano Genio assoluto

Stefania Lazzìa Fedor ammore assoluto, tutte le opere ma delitto e i fratelli soprattutto sò robe immense, sublimi, perfette. Scusasseme le iperboli ma amolo di amore sacro e intoccabile.

Paola Castelli i FRATELLI li devo leggere, vorrei farlo quest’anno. “Un uomo non è un uomo compiuto se non ha letto almeno una volta nella vita I FRATELLI KARAMAZOV.”

Stefania Lazzìa Fratelli capolavoro assoluto, cara Paola vaiiiiiii!!!

Cinzia Nuntereggaepiù Cappelli Io ho letto “L’idiota”.

Lungo e impegnativo ma davvero intenso e appassionante!

Alessandro Dalla Cort l’idiota lo sto finendo, ma prima di mettermi coi karamazov aspetto un attimo

Paola Castelli Bisogna farlo decantare un po’, il Dosto.

Erika Maratea Sì ma prima mi aspetta delitto. Cmq vi dirò ti impegna e ti conquista ti riempe di tante situazioni, descrizioni, lo considero cmq molto pieno come racconto, ha contenuti ecco. Rispetto ad altri generi che mi piacciono tipo il fantasy. Un altro genere, di sicuro, mi rendo ora conto che è più privo di tante cose..ma cmq rimane sempre un altro genere.

Davvero bravo Dosto, detto confidenzialmente, eheh.

Massimo Romagnoni gli scrittori Russi sanno di legna e di zuppa di cavolo : )

Alessandro Dalla Cort sì, ma attenzione : Dostoevskij non è che lo puoi paragonare, è al di sopra. C’ha pure un cratere su mercurio, dai.