Luigi Carletti, Agente Kasper

Procedo con lo secondo, agente kasper, supernotes. Agente Kasper è il nome (uno dei nomi) in codice di un agente segreto italiano e questo libro, scritto in collaborazione con Luigi Carletti, un giornalista, narra dei 373 giorni vissuti da prigioniero in prigioni e campi di concentramento cambogiani per aver pestato un grossissimo merdone. La cosa che fa specie è che di questa faccenda non si sia mai sentita mezza parola, eppure è successa da poco. Il parallelo coi due Marò viene facile, ma la faccenda è parecchio diversa. Ora, io parto del presupposto che tutto ciò che c’è scritto sia vero, quindi, col passare delle pagine la mia bocca si è aperta sempre di più. La storia è davvero teribbile e apre una piccola finestrella su di un mondo che noi, noiosi personaggi che tutti i giorni fanno san donato duomo duomo san donato caa metro, manco ci immaginiamo. L’agente Kasper è il classico tipino che viaggia con un autoarticolato per trasportare i suoi coglioni, e non per questioni di noia. Sarà che queste storie, anche quando farlocche tipo Bourne identity, mi entusiasmano di brutto, ma direi che questo libro, che dovrebbe contenere verità, ha battuto Bourne per KO tecnico

Fabio Sari

L’inferno esiste e io ci sono stato.” Sono queste le parole con cui l’Agente Kasper, un ex carabiniere divenuto agente dei sevizi segreti e poi del ROS, comincia a raccontare la sua vicenda a Luigi Carletti. La vicenda sembra incredibile: l’ex carabiniere italiano ha trascorso tredici mesi in un campo di concentramento cambogiano. Con lui dovevano sparire i risultati del suo lavoro, un’indagine lunga e difficile, con un nome che forse, prima di questa storia, non diceva molto ma ora significa tantissimo: supernotes. L’inferno dell’Agente Kasper comincia in Italia ma si consuma in Cambogia, dove nel marzo del 2008 viene sequestrato per essere eliminato. È sbattuto in prigioni improvvisate e in una caserma, poi in un ospedale-lager. Infine, a Prey Sar: un autentico campo di concentramento. Nessuno fa niente, qualcuno ha posto un veto. Troppo grande e troppo grave quel che l’Agente Kasper ha scoperto con la sua meticolosa indagine: banconote da cento dollari per milioni e milioni, stampate fuori dal territorio americano. Queste sono le supernotes. Ma chi le stampa? Quella che Kasper scopre è una verità quasi incredibile. Documenti, testimonianze, riscontri e reperti: il materiale che Luigi Carletti e l’Agente Kasper riescono a mettere insieme nella loro attenta ricostruzione è impressionante. Ma sopra ogni cosa c’è l’esperienza diretta del protagonista, narrata con il ritmo e la forza di una spy story che intreccia e svela anche pagine inedite della recente storia italiana.

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R. Besola, A. Ferrari, F. Gallone – Operazione Madonnina (Milano 1973)

OILLA, un saluto a tutti i membri e alle membre.
Vado a colmare il vuoto comunicativo di questi mesi inserendo le ultime letture, con rigoroso criterio fifo, parto dal più vecchio dei tre, operazione madonnina, di un trio d’autori per la cui biografia vi rimando a wikipedia. Come si può faticosamente intuire dal titolo nonchè dal frontespizio l’ambientazione è meneghina, primi anni 70. Anche solo per questo motivo i 9,99 euri diventano spesi egregiamente. La storia è un po’ una scusa per raccontare a chi ha i recettori giusti per captarla, una Milano che non esiste più e che noi (io) abbiamo vissuto da bambini: operazione nostalgia, per quanto mi riguarda, riuscitissima. Il racconto è piuttosto divertente anche se a sprazzi inverosimile, comunque ben scritto e di facile lettura. I destinatari ideali sono i nati fino agli anni 70 e cresciuti a Milano, per cogliere tutte le sfumature, ma la cosa non è indispensabile, il tutto sta in piedi a prescindere dalla data e dal luogo di nascita. Già comprato ed in lista d’attesa il sequel, operazione rischiatutto, che vede sempre gli stessi protagonisti. Josari dice: accattateville

Fabio Sari

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