Giusi Marchetta, Lettori si cresce

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Ho letto questo libro che secondo me può piacere a genitori, insegnanti e a chiunque abbia a che fare con bambini e adolescenti a qualunque titolo.
Io cerco di essere un’insegnante: questa lettura mi stimola a essere migliore. Anche se in questo periodo non sono una forte lettrice, non potrei immaginare la mia vita senza libri. Dare questo per scontato mi separa dagli studenti, che invece questa vita se la immaginano e benissimo, rinforzati in ogni momento dall’ambiente. Ora, come fare a convincerli di quanto guadagnerebbero diventando dei lettori? Un compito difficilissimo che però bravi insegnanti come Marchetta si sono assunti, consapevoli della responsabilità e accettando la sfida per amore dei libri e dei ragazzi. Chapeau.
Non pensate che si una barba di una trombona che spiega quanto leggere sia utile e formativo: al contrario, è un saggio narrativo molto divertente. Si legge, come voleva Pennac qui un po’ criticato, “come un romanzo”.

Daniela Quartu

Elena Ferrante, Cronache del mal d’amore

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L’amore molesto di Elena Ferrante.

Ci sono libri che non mi piacciono, ma di cui riconosco l’importanza.
Non è questo il caso.

Vi scrivo che mi sono fatta forza, ma ci rinuncio a 30 pagine dalla fine. Non mi interessa, non mi piace, mi fa star male e a disagio.

Non sapevo dell’esistenza di Elena Ferrante fino a pochi mesi fa, quando è uscito il suo ultimo libro di cui tutti parlano. Poi è arrivato Saviano a candidarla allo Strega e dunque mi sono ricordata di questo regalo di Natale di un caro amico dai gusti simili ai miei, che però non aveva letto niente di lei (fa spesso così, il mio amico: così poi gli presto i libri che lui stesso mi regala).
Molto curiosa, ho capito subito che qualcosa non andava: leggevo per tutto il tempo con una smorfia di disgusto sulla faccia.
La storia è ambientata a Napoli. C’è una donna che torna in città per il funerale della madre, che è morta annegata. Pare che avesse una specie di relazione con un uomo orribile, e che l’ex marito, dopo tanti anni, ne fosse ancora geloso. Fino al punto di ucciderla? Non lo so e non lo voglio sapere.

Se vi cimenterete nella lettura, sappiate che avrete a che fare con tutto ciò che è sgradevole: corpi, città, sentimenti, violenza, grettezza, miseria.

Locuzione preferita dall’autrice: “oscenità in dialetto” (di cui però non ci mostra un solo esempio).
Uomini: tutti (TUTTI) maniaci sessuali.
Donne: pazze, streghe, frigide.
Dialoghi: assurdi.
Trama: boh.
Disagio: totale.

Accendo la TV.

Daniela Quartu