Operazione Madonnina, Operazione Rischiatutto – R. Besola, A. Ferrari, F. Gallone

doppia lettura per una breve saga che vuole – riuscendoci – ricreare le atmosfere della bella commedia all’italiana in bianco e nero, con personaggi un po’ sgangherati e costretti ad azioni criminali per sola necessità, ma rimanendo sempre nella categoria dei buoni (vuoi per ingiustizie subite, vuoi per gli effetti della crisi economica).

particolarità di questi due romanzi è la trasposizione meneghina, con espliciti e voluti omaggi all’originale, di una banda alla soliti ignoti.

e l’esperimento di regalare una caratterizzazione lombarda a personaggi di solito relegati ad altre identificazioni regionali funziona.

molto più riuscito il primo episodio della serie con l’improbabile furto della
madonnina del duomo di milano, mentre la truffa ai danni del rischiatutto evidenzia già tutti i limiti di un secondo episodio stiracchiato e rimane valido quasi esclusivamente per il contesto storico di riferimento.

lavoro a sei mani, frutto di un intrigante gioco letterario svelato in coda al primo tomo. bravi gli autori a autocitarsi, fornendo protagonisti impegnati nelle loro medesime professioni.

storie talmente semplici da faticare a definirle gialli/noir in senso stretto, stuzzicano però quell’inevitabile effetto nostalgia per le atmosfere
cittadine ormai cambiate e perdute.

Andrea Sartorati

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Michele Masneri, Addio Monti

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una sorta di “grande bellezza”, ma se sorrentino prendeva di mira certi ambienti cafonal figli del ventennio di edonismo berlusconiano, qui l’esordiente masneri si rivolge ad una fetta di società che normalmente è solita pontificare anziché essere giudicata.

il lungo – e invero un po’ inconcludente – dialogo fra i due protagonisti tra i reparti di un supermercato è in realtà una lunga accusa al mondo radical-chic, fatto di bassezze, superficialità e piccole miserie. vengono prese di mira le mode imposte dal passaparola dell’intellighenzia, gli ambienti culturali pronti a vendersi per una comparsata televisiva e le cause passeggere sposate solo in ossequio al manuale del perfetto progressista.

la scrittura è discreta e l’alternarsi di nomi reali a personaggi di fantasia non può che stuzzicare il gioco del l’individuazione dei riferimenti dell’autore.

alla fine però, tra il quartiere monti di roma e il jet-set di cortina, sfugge il reale senso della storia.

non è da oscar e probabilmente nemmeno da david di donatello

Andrea Sartorati