Pista nera, Antonio Manzini

schiavone

prima indagine del vicequestore rocco schiavone, ambientata tra le innevate piste da sci della val d’aosta.

forse leggermente inferiore ai successivi capitoli della saga, ma basta superare lo scotto della presentazione dei vari personaggi per affrezionarsi a questa squadra d’indagine.

manzini ha una buona penna e tiene un bel ritmo serrato. l’indagine viene risolta in maniera classica: intuito, logica, un po’ di psicologia, una botta di culo.

non è hitchcock, ma soprattutto non è don matteo.

(sì, indosso davvero quel berretto. ma solo a natale)

schiavone1

Ian McEwan, L’inventore di sogni

mcewan

deliziosissimo volume, consigliato agli adolescenti ma, come spesso in questi casi (da gianni rodari sino ai peanuts), capace di toccare corde profonde in quegli adulti che non hanno capito fino in fondo perché bisogna cambiare così tanto e perdere per strada tante caratteristiche di quell’età in cui i sogni sembrano proprio a portata di mano.

peter è un ragazzino intelligente, maturo e con tanta fantasia. forse un po’ silenzioso e solitario, almeno secondo gli standard che vedono gli introversi come individui da forzare alla socialità. con la sua immaginazione risolve tante piccole situazioni, calandosi di volta in volta nei panni dei giocattoli abbandonati, di un gatto sonnacchioso, di un neonato, di un bulletto.

mcewan ci regala un ode al potere della fantasia. oppure vuole dirci semplicemente che basterebbe così poco – ossia vedere il mondo con gli occhi semplici dell’ovvietà e della semplicità – per renderlo un posto migliore.

andrea sartorati