Graphic novel: Il racconto dell’ancella #graphicnovel #margaretatwood

Continuo nel mio viaggio tra graphic novel. Questo è stato pubblicato nel 2019 dalla casa editrice canadese McClelland & Stewart, ed è l’adattamento a fumetti del romanzo Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, da cui è tratta la serie tv The Handmaid’s Tale. E’ illustrato (benissimo) dall’artista canadese Renee Nault, specializzata in acquerelli. Ha un tratto etereo che non dovrebbe essere adatto a una storia in fondo violenta e dolorosa, e invece è impressionante. Ho letto in una recensione che se si è d’accordo sul fatto che il fumetto inteso come arte sia una perfetta danza tra disegni e parole, non si può non ammirare quest’opera. Ovviamente prima o dopo si deve leggere il romanzo originale, secondo me, ma questo già davvero interpreta molto bene il pensiero originale.

Lorenza Inquisition

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

Cronorifugio – Georgi Gospodinov #Voland

Gaustìn, un bizzarro personaggio che vaga nel tempo, inaugura a Zurigo una “clinica del passato” dove accoglie quanti hanno perso la memoria per aiutarli a riappropriarsi dei loro ricordi. Ogni piano dell’edificio riproduce nei dettagli un decennio del secolo scorso, e la prospettiva di un confortevole rifugio dal presente finisce per allettare anche chi è perfettamente sano. In Europa intanto viene indetto il primo referendum sul passato e la campagna elettorale si fa ben presto movimentata…

“Noi siamo il cibo del tempo. Dovremmo saperlo, diavolo, se è morto.

Ho letto “Cronorifugio” di Georgi Gospodinov. Lo ritengo un libro bellissimo che, a tratti, per me è risultato un po’ faticoso da seguire, per la non linearità della struttura. Ma il limite è mio, non del disegno di questo romanzo originale, ambizioso, stimolante, che spaurisce. Al centro del racconto ci sono il tempo, la memoria e la loro relazione: la relazione tra tempo e memoria, tanto per i singoli quanto per le nazioni e i popoli, si traduce nella parola storia. La perdita della memoria (una malattia sempre più diffusa che solo il gioco letterario fa apparire distopica, perché è assolutamente reale e collegata alle nostre vite sempre più lunghe) è dunque perdita di sé per l’individuo e del proprio futuro per una nazione. Recuperare il passato sembra così la possibilità di preservare l’identità: se non si può andare avanti, si può rivivere il passato al suo meglio. La descrizione del ritorno al passato delle nazioni europee (e in particolare nella Bulgaria natale dell’autore ma anche del narratore) assume in questi giorni – giorni di una guerra che sembra rispuntare fuori da un’epoca conclusa erroneamente attribuita ai libri di storia – una sconvolgente tempestività.

Il tempo alimenta il farsi della nostra persona ma anche la sbrana. La memoria insieme preserva e annebbia la possibilità di distinguere tra ciò che in noi è stato, ciò che si è sognato, ciò che si è ripetuto o, addirittura, ciò che si è ripetuto senza essere mai stato una prima volta.

Naturalmente è anche un romanzo sul paradosso della scrittura che, insieme, ha per oggetto la realtà ma anche la produce.

Non si capisce niente da queste righe? Leggete il libro e anche quello che non sarà chiaro sarà valso la pena…

P.S. Non ho potuto non collegare questo romanzo al meraviglioso “Cronosisma” di Vonnegut. Non è citato nei ringraziamenti ma a me pare così evidente che ne sia il precursore… Comunque per me Vonnegut è ancora meglio.

Paola Borgonovo

Autore: Georgi Gospodinov

Traduttore: Giuseppe Dell’Agata

Editore: Voland Collana: Sírin

Anno edizione: 2021